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PESCARA.«Se i tagli iniziano dal Parlamento va tutto bene. Da anni si dice che bisogna ridurre il numero parlamentari ma non accade nulla. In Abruzzo il centrosinistra ha bloccato le nuove poltrone previste dalla ex giunta di centrodestra cche prevedeva un aumento dei consiglieri regionali». L'assessore al bilancio, Giovanni D'Amico frena sui tagli, a tutti i costi, delle poltrone a disposizione dei politici in Consiglio ma, ammette, «che ogni risparmio possibile fa bene all'Abruzzo». «Bisogna intervenire», fa presente D'Amico, «sulla qualità della spesa, ad esempio, sulla sanità che assorbe l'80% delle risorse a disposizione della regione». Il commento di D'Amico arriva dopo la proposta fatta dal ministero per gli Affari regionali sui possibili tagli nei Consigli regionali per ridurre il costo della politica locale. Per l'Abruzzo il Ministero ha elaborato una riduzione di sei posti da consigliere regionale sugli attuali 40, con un risparmio di oltre mezzo milione di euro l'anno. Secondo questa elaborazione, la spesa annuale media per abitante, attualmente di 2,13 euro, dovrebbe scendere ad 1,56 euro, con una riduzione del 30%. «Bene la riduzione delle spese in politica», dice l'assessore al bilancio, «ma i veri problemi che noi abbiamo di fronte derivano dalla spesa generale a partire dalla sanità. Serve una ristrutturazione della pubblica amministrazione e della Regione, che da un lato riduca la spesa e contemporamente la indirizzi verso lo sviluppo economico che è la vera fonte della ricchezza». «L'Abruzzo», ricorda Gianni Melilla presidente della commissione Statuto, «è l'unica Regione che con lo Statuto ha riportato il numero dei consiglieri da 50 a 40 e degli assessori da 12 a 10 e contemporaneamente ha ridotto la possibilità di ricorso agli assessori esterni da 10 (attuali) a 2. In questo modo i costi della politica sono stati ridotti da 62 consiglieri e assessori, a 42, in modo significativo. Invece tutte le altre Regioni, sia di centro sinistra che di centro destra, hanno aumentato i consiglieri e gli assessori mediamente del 20%. Ciò crea un effetto "arlecchino" che è inaccettabile con Regioni che, pur avendo la stessa popolazione hanno un numero di consiglieri diverso». «Le Regioni», ha spiegato il presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco, «sono vicine a un'intesa; dobbiamo dare un contributo distinguendo, però, tra costi della politica come esercizio democratico e come privilegio». Il taglio dei posti a Palazzo dell'Emiciclo per ora è solo uno studio, dal momento che le Regioni godono di piena potestà legislativa. Sul tema dei costi della politica il confronto è solo agli inizi e il governo, dopo i primi interventi in Finanziaria, deve ancora mettere a punto gli strumenti legislativi di intervento. A livello nazionale il 30% dei consiglieri in meno circa 289 porterebbe un risparmio di 33 milioni 937 mila euro. |