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Stasera primo duello pubblico tra Finocchio e candidato del Polo MONTESILVANO. Il caso Montesilvano finisce oggi sul tavolo del ministro Antonio Di Pietro. La scelta di Carlo Costantini e Alfonso Mascitelli scuote il partito, che si rivolta contro la decisione del parlamentare e del coordinatore regionale che avrebbero agito scavalcando la direzione provinciale e regionale. «Spiazzato, interdetto» si dice il capogruppo in Regione Bruno Evangelista, che oggi porterà la questione all'attenzione dell'esecutivo nazionale guidato da Di Pietro: «Questa vicenda va chiarita: è inopportuna una scelta così lacerante rispetto alla coalizione». «Solo collegiamente» prosegue, «si poteva assumere una posizione di questo genere e dopo la verifica con i livelli nazionali del partito: non sono stati seguiti i passaggi politici corretti, esprimo la mia solidarietà al segretario provinciale Luca De Renzis e lo invito a rimanere al suo posto. Personaggi pur così autorevoli non avevano titolo per una scelta così pesante rispetto alla linea del partito. Non escludo conseguenze politiche». De Renzis non si dimette. Ma prima ancora che Bruno Evangelista, è stato Antonio Di Pietro a chiedere a De Renzis, che aveva minacciato polemiche dimissioni, di rimanere al suo posto: «Ho parlato con il ministro ieri sera, mi ha pregato di restare e ci ha lasciati liberi di prendere posizione» spiega il segretario provinciale. «Domani (oggi, ndr) se ne parlerà a Roma, quindi ritiro per il momento le dimissioni per rispetto a Di Pietro e agli elettori e perché voglio evitare che l'Italia dei valori diventi terreno di conquista per chi persegue fini personali». Si schiera al suo fianco, assieme ad altri dirigenti, Luigi D'Angelo, membro dell'esecutivo provinciale, assessore a Penne, che parla di «partito invaso dalle cavallette» e tuona contro coloro che «modificano le regole interne a proprio uso e consumo»: «Le notizie che arrivano da Montesilvano sono indegne di un partito serio» afferma, «sono certo che Di Pietro non ha dato nessun assenso all'operazione e auspico un suo intervento forte perché tutto si risolva con un nulla di fatto». La conferma di Mascitelli. La frattura si fa di ora in ora più profonda, ma il coordinatore regionale Alfonso Mascitelli insiste e parla di «decisione partecipata e condivisa dalla totale maggioranza dei candidati locali»: «Questa scelta, che ha specificità locali», afferma, «è in sintonia con quanto deliberato all'unanimità dall'assemblea regionale degli iscritti, che ha autorizzato alleanze non ideologiche dove l'Unione è stata miseramente ridotta a un mero cartello elettorale». Le accuse di D'Ambrosio. Una bordata violenta arriva da Giorgio D'Ambrosio, parlamentare e segretario regionale della Margherita: «La politica di Costantini è diretta allo sfascio: anziché attaccare il Polo, destabilizza la coalizione. Dopo il ballottaggio una riflessione va fatta perché se non siamo compatti nei Comuni sopra i 15 mila abitanti, significa che non c'è la volontà di stare insieme. E comunque non possiamo accettare la predica da Costantini, se è vero che fu lui, consigliere regionale, a indicare l'ex assessore Paolo Di Blasio, suo grande elettore, come consigliere del Consorzio di Bonifica Centro». Rifondazione si spacca. Ma la polemica si accende anche dentro Rifondazione comunista che avrebbe stretto un patto di non belligeranza con l'Italia dei valori per non perdere il posto in consiglio comunale destinato a Cristian Odoardi (in ballo ci sarebbe anche la vice presidenza dell'assise al Prc): «Ds e Margherita hanno sbagliato fin dall'inizio a non scegliere il candidato della sinistra, ma non accetto l'idea che Rifondazione possa contribuire alla vittoria di Cordoma, Oronzo, Forza Italia» accusa Edoardo De Blasio, assessore a Pescara, capolista e candidato più votato del Prc a Montesilvano, «così com'è inaccettabile che l'IdV faccia un accordo con il centrodestra per un posto in giunta. Sembra che dietro le quinte ci sia un accordo tra Prc e IdV per far perdere il centrosinistra con cui non s'è voluto fare l'accordo nonostante Rocco Finocchio ci avesse offerto il vice sindaco, l'assessorato all'Urbanistica e la piena sottoscrizione del nostro programma, a partire dalla filovia. Per questo», conclude, «al ballottaggio mi impegnerò a sostenere Finocchio». Finocchio sfida Cordoma. Il candidato del centrosinistra annuncia intanto «una mobilitazione straordinaria dei candidati, dei militanti dei partiti e degli amministratori delle città per convincere gli elettori della necessità di una città libera dai condizionamenti pesanti di cui oggi è invece rappresentante il variegato schieramento che sostiene Pasquale Cordoma». Il primo passo è una campagna elettorale più aggressiva che parte da una sfida a due. Con una lettera aperta Finocchio, che ieri ha incontrato nella sede del suo comitato il parlamentare Roberto Giachetti, testimonial itinerante del nascente Partito democratico, ha invitato il suo avversario a partecipare a una serie di faccia a faccia pubblici «per dare la possibilità ai cittadini di conoscere e confrontare gli uomini e i programmi». «Siamo rimasti in due: solo dal confronto diretto emergeranno chiaramente le diverse opinioni e le persone potranno farsi una idea di come vogliamo amministrare la città». L'invito è accettato. Il primo «duello» è in programma per questa sera, alle 21, in piazza Caduti del lavoro, mentre l'appuntamento di domani è in piazza Guy Moll, a Villa Carmine, sempre alle 21. Finocchio considera la decisione di Leo Brocchi di appoggiare il centrodestra una sorta di evento naturale: «I due rappresentano la vera continuità con il passato: hanno condotto la campagna elettorale come se fossero alternativi, per avere voti in più, per poi arrivare a questo accordo, avendo gli stessi interessi». Quanto al presunto coinvolgimento del candidato del centrodestra nella vicenda dei rimborsi alle cliniche private, sulla quale è in corso una indagine della magistratura, Finocchio auspica che Cordoma possa «chiarire bene di cosa si tratta per evitare che la vicenda diventi oggetti della campagna elettorale cosa che non auguro: spero che sia in grado di farlo». Ma il coordinatore di Alleanza nazionale Lorenzo Sospiri liquida la faccenda con una battuta: «È il tentativo maldestro di chi è esperto in calunnie. Ma le bugie saranno smascherate, mentre le condanne dei tribunali resteranno per sempre. A ogni modo, non escludiamo querele». |