Data: 04/06/2007
Testata giornalistica: L'Unit
Corteo filo-Br a L'Aquila, scritte a Bologna

Si è concluso in anticipo, rispetto al previsto, il sit-in di protesta davanti al carcere aquilano Le Costrarellè di Pretuto. Ad interrompere la manifestazione, nessun intervento della polizia che si è limitata a scortare il corteo ma o un violento temporale che si è abbattuto sulla zona. I manifestanti di Soccorso Rosso, Olga, e dei Carc - i "Comitati d'appoggio per la resistenza e il Comunismo" - hanno abbandonato il prato davanti al carcere di massima sicurezza sono stati cacciati dall'acquazzone. Dopo aver scandito slogan "duri" e scoppiato petardi e fumogeni, se ne sono andati continuando a rivolgere epiteti ai rappresentanti delle forze dell'ordine e all'indirizzo dei giornalisti, definiti «terroristi». Erano in tutto circa duecento alla manifestazione indetta contro l'articolo 41bis, quello che prevede il carcere duro per reati associativi che riguardano banda armata e organizzazioni di tipo mafioso.
Un corteo organizzato sotto il penitenziario dove è detenuta anche Nadia Desdemona Lioce delle Nuove Br e dove recentemente un esponente della 'ndrangheta - Carmine Chirillo - sottoposto al 41bis si è suicidato.

I manifestanti - partiti dopo le 11 da piazza della Fontana Luminosa per attraversare le vie del centro cittadino, scortati da Polizia e Carabinieri - hanno gridato slogan e portano striscioni che chiedono «libertà per i prigionieri». Qualcuno, abbandonando momentaneamente la fila, è riuscito a scrivere sui muri con lo spray «Da Poggio Reale all'Ucciardone evasione». Incidenti o scontri con la polizia non ci sono stati, nonostante alcuni dei manifestanti abbiano aperto un varco nella rete metallica esterna del carcere, senza avvicinarsi alla struttura protetta da una recinzione alta più di tre metri. Slogan orrendi anche che inneggiavano alla morte di Marco Biagi: «Biagi non pedala più, Biagi non pedala più». E anche il refrain demenziale: «1o, 100, 1000 Nassirya».

Nella notte sono comparse scritte sul percorso del corteo: «Più vedove più orfani, più sbirri morti». Le scritte sono state ricoperte con vernice rosa e grigia, compresa quella sotto la lapide commemorativa di Umberto I ucciso dall'anarchico Gaetano Bresci il 29 luglio 1900 con tre colpi di pistola nel parco della Villa Reale di Monza.

Quando la manifestazione si è interrotta, i tre pullman dei manifestanti si sono allontanati, scortati dai mezzi delle forze dell'ordine e diretti verso l'autostrada per fare ritorno a Roma.

A commento della manifestazione il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha confermato in più occasioni che il regime speciale del 41 bis ha una «straordinaria importanza come strumento di contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso e contro il terrorismo interno e internazionale».

Molti i commenti fortemente negativi da deputati del centrodestra che hanno stigmatizzato come il prefetto de L'Aquila abbia concesso il permesso ai manifestanti di sfilare e che collegano il corteo aquilano con una scritta apparsa a Bologna a pochi passi dal luogo dell'agguato in cui è stato ucciso il giuslavorista: «terrorista è lo Stato». «Occorre riproporre una convenzione ad isolare e ad escludere da ogni funzione di governo tutta l'area dell' estremismo di sinistra - ha detto l'azzurro Maurizio sacconi, ex sottosegretario del governo Berlusconi -. Si tratta di una regola opposta a quel "nessun nemico a sinistra" che in questi anni è prevalso nello stesso centrosinistra».


www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it