Data: 06/06/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Doppio sciopero per i precari della Asl. Annunciate nuove proteste I sindacati da Del Turco

PESCARA. La sanità si ferma per due giorni. Ieri pomeriggio Cgil, Cisl e Uil, dopo una riunione, hanno annunciato due nuove proteste eclatanti contro tagli e licenziamenti dei 400 precari. Nella mattina di giovedì 14, ci sarà un sit-in davanti all'assessorato regionale in via Conte di Ruvo. Mentre lunedì 18 si fermeranno per tutta la giornata ambulatori, ospedali e anche cliniche private.
Le due mobilitazioni coinvolgeranno tutta la regione. Per i cittadini, il giorno peggiore sarà il 18. Sarà praticamente proibito ammalarsi, perché incroceranno le braccia medici, infermieri e personale amministrativo. Verranno garantite solo le prestazioni urgenti. Grossi problemi si registreranno anche nella sanità privata, che scende in piazza, insieme a quella pubblica, per rivendicare le assunzioni di nuovo personale e il rispetto dei contratti di categoria.
Resta tuttavia la speranza che la macchina della protesta possa fermarsi in tempo, prima dei due appuntamenti. Il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha convocato per lunedì prossimo i sindacati per affrontare la vertenza in atto.
Intanto, Cgil, Cisl e Uil ieri hanno deciso di alzare il livello dello scontro. «Torniamo in piazza» ha spiegato il segretario generale della Cgil provinciale, Paolo Castellucci «per sollecitare una riorganizzazione della Asl, il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e l'assunzione dei 400 precari, che hanno il contratto in scadenza». Questi lavoratori dovevano andare a casa il 31 maggio scorso, ma hanno ottenuto una proroga di un mese, fino al 30 giugno, dopo aver occupato per protesta, per un'intera giornata, l'ufficio del direttore generale, Antonio Balestrino. La speranza di una loro stabilizzazione è praticamente nulla.
I sindacati non mollano e, dopo l'imponente manifestazione a Pescara del 10 maggio scorso, hanno deciso di riportare in piazza i lavoratori della sanità. Le segreterie di Cgil, Cisl e Uil, tra l'altro, non escludono ulteriori iniziative di lotta, se dalla Asl non dovessero arrivare risposte soddisfacenti alle richieste. Le organizzazioni dei lavoratori puntano soprattutto sulla stabilizzazione dei precari. «Ospedali e ambulatori rischiano di bloccarsi, quando scadrà il loro contratto» ha avvertito Castellucci «i livelli essenziali di assistenza non saranno più garantiti, perché mancherà il personale dappertutto». Secondo le segreterie di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica, «il ripiano economico, varato dalla Regione, non può gravare sulla sanità e causare un blocco delle assunzioni, il licenziamento dei precari e il congelamento della contrattazione aziendale».
«Il sindacato» sottolinea una nota firmata dalle tre organizzazioni «non si sottrae ad un'opera di risanamento, ma allo stesso tempo rivendica il ripristino di corrette relazioni sindacali, sia nella sanità pubblica, che in quella privata».
«Oggi» concludono le segreterie «molti servizi essenziali sono assicurati dai precari. Mentre il governo e le altre Regioni prevedono la stabilizzazione dei lavoratori con contratto in scadenza, nella nostra sanità si licenzia e si chiudono i servizi».

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