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Migliora l'export bene l'occupazione Cala il made in Italy PESCARA. L'Abruzzo risale lentamente la china. Dopo un quinquennio di crisi, torna il segno positivo in gran parte degli indicatori economici: cresce il Pil, aumentano occupazione e fatturato. Bene anche turismo e appalti pubblici e, di riflesso, i prestiti e la raccolta bancaria. Eppure, secondo i dati forniti dalla Banca d'Italia, l'Abruzzo fatica ad agganciare il resto del Paese. Nell'aula magna di Palazzo Camponeschi, all'Aquila, il direttore della Banca d'Italia Giampietro D'Andria, ha presentato l'annuale consuntivo sull'economia abruzzese. «Un anno, il 2006, caratterizzato da una crescita generale nei diversi settori», ha dichiarato D'Andria, «ma che continua a porre l'Abruzzo in una posizione arretrata rispetto al trend nazionale». La crescita del Pil, pari all'1,6%, è infatti inferiore a quella del resto del Paese (+1,9%). Il miglioramento della domanda nel settore manifatturiero, più accentuato nella prima parte dell'anno, ha favorito l'incremento del fatturato sia sul mercato interno, che su quello estero. L'indagine della Banca d'Italia sulle imprese industriali con almeno 20 addetti ha evidenziato una crescita del fatturato del 6%. «Nel 2006 abbiamo colto molti segnali positivi», ha sottolineato D'Andria, «ma l'Abruzzo evidenzia ancora un difetto di produttività e di radicamento delle imprese. Il dato più significativo è quello dell'occupazione, cresciuta dell'1,3%, sospinta dall'andamento del terziario e, in misura minore, dalle costruzioni». Il tasso di occupazione della popolazione di età compresa tra i 15 e i 64 anni è risultato pari al 70,4%. Il tasso di disoccupazione si è ridotto di un punto percentuale, attestandosi al 6,5%, mentre il ricorso alla Cassa Integrazione si è ridotto di circa un quarto. In base ai dati delle rilevazioni sulla forza lavoro, nel 2006 gli occupati di nazionalità straniera erano 11.000 pari al 2,3% del totale regionale. «A tirare il mercato dell'esportazione (5,5%) è stato il settore automobilistico», ha fatto presente il direttore della Banca d'Italia, «in cui si concentra il 30% dell'export regionale. Si è, invece, ulteriormente ridotta l'incidenza dei settori tradizionali del made in Italy». Luci ed ombre sul mercato delle costruzioni dove alla tendenza espansiva del settore residenziale si contrappone il crollo degli appalti pubblici (-28,1%). Risultati positivi per il settore turistico dove si è assistito ad un aumento degli arrivi pari al 5% e ad un incremento del 6,7% delle presenze. D'Andria è entrato, poi, nel merito del sistema bancario «che ha fatto registrare una crescita dei prezzi del 19,8%, che tocca il 25% per quanto riguarda le imprese. Nel corso dell'anno sono stati erogati nuovi mutui per l'acquisto di abitazioni per 964 milioni di euro contro gli 856 milioni del 2005. Il credito al consumo erogato da banche e società finanziarie è salito rispettivamente del 7,2 e del 29,5%». L'incidenza dei flussi di nuove sofferenze sugli impieghi è aumentata dallo 0,9 all'1,6%. Segno positivo per la raccolta bancaria (+5,9%). A fine 2006 erano 52 le banche operanti in Abruzzo con 672 sportelli bancari, in crescita del 4% rispetto all'anno precedente. Nel nuovo capitolo della finanza pubblica, analizzato dalla Banca d'Italia, si fa riferimento, infine, alla spesa sanitaria che in Abruzzo risulta nettamente superiore alla media nazionale. |