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Luciano (Fit- Cisl) «C'è ora il rischio che le Fs saranno contro il progetto perché l'azienda non prevede opere per la regione» PESCARA. Un miliardo e 100 milioni di euro per il potenziamento della tratta ferroviaria Pescara-Roma. Il progetto, assieme alla sistemazione e ampliamento della statale 81 nel tratto Guardiagrele nord fino all'innesto con la statale 652, per 173 milioni di euro; e la statale 17 per la variante al centro abitato dell'Aquila, per 21 milioni di euro; sono tra le 50 priorità dell'Italia. Il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro ha consegnato al presidente del consiglio, Romano Prodi il piano che deve esser esaminato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, (Cipe). La parte da leone per l'Abruzzo, quindi spetta alla linea ferroviaria Pescara-Roma, inserita tra le opere prioritarie ed è al sesto posto dell'elenco nazionale. Progetto che era stato sollecitato anche dal presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco che in più occasioni aveva polemizzato con le Ferrovie dello Stato e chiesto l'intervento di Di Pietro. La notizia del maxi finanziamento è stata accolta con soddisfazione dai sindacati. «Se i fondi», rivendicano, «saranno destinati alla tratta Pescara-Roma sarebbe un grande risultato per una opera fortemente richiesta dalla comunità abruzzese e dai sindacati in testa». Il piano delle opere prevede la velocizzazione di alcuni tratti, ma il progetto vero e proprio non stato ancora presentato ai sindacati. «Quello originale», ricordano i sindacalisti, «costava di più, quasi il doppio. Poi bisogna vedere quali opere saranno fatte in Abruzzo e quali nel Lazio». C'è però un problema: «temiamo che un'opera del genere incontri le resistenze del vertice delle Ferrovie dello Stato che non punta sulle linee regionali e sull'Abruzzo come regione strategia per i collegamenti ferroviari». «Da quello che sappiamo a riprova dei nostri timori», spiega Giovanni Luciano, segretario nazionale ferrovieri della Fit-Cisl, «nel Piano di impresa 2007-11, delle Ferrovie dello Stato, non si fa alcuna mensione di questo progetto abruzzese. A conferma dei nostri timori, anche le decisioni rese note da Fs che puntano per i prossimi 20 anni, solo allo sviluppo dell'alta velocità. Piano che prevede l'esclusione totale dell'Abruzzo». L'esclusione avverrebbe saltando l'Abruzzo: c'è il progetto di alta velocità Bari-Foggia-Napoli. E, dal capoluogo partenopeo, collegamenti con Roma e Milano. «Treni non più a disposizione dei viaggiatori abruzzesi che così sono tagliati fuori dai collegamenti per il Nord», osserva Luciano. A maggior ragione, quindi, il potenziamento della tratta Pescara-Roma assume un punto vitale per evitare il rischio di isolamento. Il futuro dei rapporti tra le Fs e l'Abruzzo, inoltre, non promette nulla di buono. I sindacati sono contrariati per come il nuovo orario, entrato in vigore da ieri, crei disagi ai viaggiatori per l'integrazione nella tratta Pescara-Sulmona-Napoli, tra treno e pullman. «Un ridimensionamento che fa parte di un progetto più ampio, che ci vede in contrapposizione con il gruppo Fs», fa presente il responsabile nazionale dei trasporti Fit-Cisl, «i sindacati contestano la scelta delle ferrovie di fare voler fare poche linee ma veloci, dove i profitti saranno privatizzati, mentre si lasceranno al contribuente il costo delle linee secondarie non remunerative. Sul nuovo orario, sui trasbordi bus-treno, e mille altre questioni locali, abbiamo interrotto le trattative con le Fs e chiesto un chiarimento con il presidente del consiglio Romano Prodi. Quella abruzzese», ricorda infine Giovanni Luciano, «è una delle tante ricadute di una politica di progressivo abbandono esercitata dalle Fs. Molti tagli si fanno perchè non ci sono più i macchinisti e, l'amministratore delle Fs vuole far viaggiare treni con un macchinista solo. Cosa che a noi non convince perchè i sistemi di sicurezza non sono ancora tali da far viaggiare i treni con un solo macchinista». |