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L'effetto-presidente si mostra effimero, mai in discussione la vittoria di Fratino
ORTONA. L'effetto-presidente non c'è stato, il vento della delusione è stato più forte anche di un trascinatore come Tommaso Coletti. Il ballottaggio punisce il presidente della Provincia, alfiere del centrosinistra, e premia il sindaco uscente, Nicola Fratino, centrodestra, politico "buono", accomodante, sostenuto in questa seconda tornata di votazioni anche da ex alleati che in autunno ne avevano causato le dimissioni. Un'anomalia, essere "buono", che gli imporrà un cambio di rotta se vorrà governare in maniera meno travagliata. Coletti si è sovraesposto, mettendosi in gioco nonostante il centrosinistra potesse contare anche su altri elementi di spicco, ma ha voluto offrirsi come uomo forte dell'Unione nella convinzione che nella "sua" Ortona, dove è consigliere comunale da ragazzo e aveva conquistato lo scranno di senatore, sarebbe riuscito a interrompere il monopolio di centrodestra. E' invece riuscito solo ad arrivare al ballottaggio e l'apparentamento con il centrista Franco Vanni e il comunista Gianni Di Gregorio non è servito. La sconfitta è cocente, non intacca la solida coalizione provinciale, ma ridimensiona molto il ruolo di Coletti come politico vincente. Forse (il dubbio è di cortesia) è quello che volevano anche alcuni "amici" di schieramento e di partito. Né vale più di uno scontato gioco delle parti la richiesta di dimissioni presentata dal presidente provinciale di An, Fabrizio Di Stefano. Ma per il centrosinistra la sconfitta vale per due come aveva auspicato il commissario provinciale di Forza Italia, Pasquale Di Nardo. La vittoria di Fratino non è mai stata in discussione anche se l'alta affluenza alle urne (69,65% contro il 73,86 di 15 giorni fa, scarto ridotto) lasciava pensare a una partecipazione massiccia pro Coletti. E l'esito delle 27 sezioni è stato impietoso: il presidente ne ha conquistate solo 6. Battuto per 1208 voti, al primo turno erano stati 801. |