Data: 12/06/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Precari Asl, nessuna certezza sui contratti. Del Turco: «Troppi i mascalzoni di professione che remano contro la sanità»

PESCARA. In mattinata la sfuriata contro i denigratori della sanità abruzzese: «Mascalzoni di professione che pensavano di farsi la campagna elettorale sulla salute dei cittadini». Nel pomeriggio il monito ai sindacati: «Ho firmato io, a Roma, l'accordo con il governo per il piano di risanamento della sanità abruzzese, e intendo rispettarlo sino in fondo». E' determinatissimo Ottaviano Del Turco.
Battagliero e a tratti furioso, il governatore affronta una giornata pescarese per lui lunghissima, iniziata a mezzogiorno nell'Aula Magna dell'ospedale con la firma dell'atto di convenzione tra la Asl e la Regione Marche per la raccolta del sangue del cordone ombelicale, e proseguita nel pomeriggio, in viale Bovio, con il faccia a faccia con i sindacati sulla questione dei contratti dei precari in scadenza: circa 400 nella sola Asl di Pescara. Anche se il segretario generale della Cisl, Umberto Coccia, corregge le cifre e parla di «504 figure da stabilizzare, compresi gli interinali». Ma che fine faranno dopo il 29 giugno, ultima proroga concessa, non è stato chiarito neanche ieri.
NUOVO VERTICE IL 21. Se ne saprà di più dopo il 22 giugno, quando l'assessore regionale alla sanità, Bernardo Mazzocca, avrà ottenuto dalle Asl quanto richiesto ieri dopo l'incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl: il quadro di tutte le dotazioni organiche. Questo dovrà accadere, appunto, entro il 20 giugno. Perché nei due giorni successivi la Regione riprenderà il tavolo con i sindacati per chiudere definitivamente la partita dei precari. «Non ci sto a passare per l'unico cattivo che non vuole la stabilizzazione dei precari mentre tutti la vogliono» ha chiarito subito Mazzocca. Anche perché i dubbi restano per l'assessore, alcuni inconfessabili pubblicamente (la precedente politica delle clientele ndr) ma che si possono leggere in alcune cifre fatte ieri dallo stesso Mazzocca al tavolo con i sindacati: «La Asl di Pescara spende 10 milioni di euro l'anno per i precari, quella di Teramo 1,6 milioni di euro». Come dire, i conti non tornano. E non solo per quel che riguarda la spesa ma - ed è questa la domanda principale a cui nessuno sa ancora dare una risposta - soprattutto in riferimento al reale impiego dei precari nella Asl pescarese.
GIUNGLA INCONTROLLATA. Una giungla fatta di medici, primari, infermieri, tecnici di laboratorio, ausiliari, amministrativi, disseminati tra reparti vecchi e nuovi e servizi assistenziali. Quanti di loro sono oggi indispensabili per il funzionamento di servizi essenziali, nessuno lo sa ancora con esattezza. Anche perché i dati forniti dagli ospedali e quelli in mano alla Regione, sulla composizione dei vari reparti, non combaciano. Dunque, non è chiaro se in qualche ufficio ammnistrativo ci sia qualche scrivania di troppo a discapito di portantini o tecnici di laboratorio. O di anestesisti. Se ne saprà di più quando l'assessore Mazzocca riceverà sul suo tavolo, entro una settimana, gli organici di tutte le Asl.
LE MANIFESTAZIONI. E i sindacati? Perplessi. Intanto vengono confermate le due manifestazioni di protesta sulla vertenza sanità che si terranno a Pescara il 14 e il 18 giugno, con presidi e cortei che muoveranno dall'ospedale per raggiungere la sede dell'assessorato, in via Conte di Ruvo. Del Turco però è stato chiaro: «Se per qualcuno l'accordo non è la Bibbia» ha dichiarato riferendosi alle posizioni di alcune sigle sindacali «per noi è il Vangelo. Se non lo rispettiamo l'Abruzzo esce fuori dal novero delle regioni che potranno beneficiare, grazie alle azioni di risanamento, di risorse aggiuntive pari a 600 milioni di euro». Il governatore ha anche ricordato che solo la politica del rigore nei conti potrà consentire, entro giugno, di ottenere dallo Stato un acconto del 40 per cento sui 600 milioni di euro congelati. Ma ha anche preso atto delle richieste sindacali sul rispetto dei tetti di spesa, che non deve essere pregiudizievole per il rispetto dei livelli di assistenza. E su questo punto non ha escluso «che, una volta verificata la correttezza delle fasi di applicazione dell'accordo, non si possa riaprire una riflessione intorno ad alcuni argomenti, tra i quali quello di evitare palesi dissonanze tra gestione dei costi e garanzia di servizi di qualità e altamente professionalizzati».
POLITICA DI RIGORE. Mazzocca aggiunge: «Siamo consapevoli della complessità della partita in gioco, tanto da essere stati i primi a proporre modifiche al piano, ma non certo nell'ottica di non rispettarlo. Ci rendiamo conto che alcune norme potrebbero apparire in contraddizione tra loro, ma per ora siamo obbligati con il nucleo di monitoraggio al rispetto di tutte le fasi di risanamento contenute nello stesso accordo. Entro giugno potremmo ottenere già i primi benefici di questo rigore».
Roberto Campo, della Uil Abruzzo, fa un po' la sintesi della lunga giornata: «Il 21, o in alternativa il 22 giugno, sarà convocato l'incontro con l'assessore Mazzocca. Il tavolo vedrà la ripresa del confronto complessivo sulla sanità abruzzese, con la consegna al sindacato della prima stesura del Terzo piano sanitario». Sarà l'avvio di una serie di incontri a tre: Asl, assessorato alla sanità e sindacati, al fine di dare «omogeneità» al riassetto complessivo della materia. Uno degli obiettivi più importanti, come spiega ancora l'esponente della Uil, resta quello di «garantire i servizi essenziali, la continuità assistenziale e gli organici necessari allo scopo». Ma tutto questo richiederà un confronto anche a livello nazionale.
IL GOVERNO CENTRALE A giudizio della Uil Abruzzo, infatti, «è necessario che il governo nazionale, a fronte della serietà dell'impegno regionale al risanamento, renda "intelligente" il vincolo che esercita sulla sanità abruzzese, a garanzia del rientro della spesa in termini compatibili, ma senza compromettere il servizio».
E per avere a regime «una sanità valida e al tempo stesso sostenibile», è necessario per la Uil «non solo razionalizzare, ma anche investire». Fondamentale, per il sindacato, la richiesta formulata da Mazzocca alle Asl «per tirare fuori dati veritieri e aggiornati sugli organici».

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