Data: 12/06/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cordoma porta il centrodestra al timone. "E domani Pescara": il trionfo del sindaco del cambiamento fa sognare la Cdl

MONTESILVANO - Come il suo Milan nella magica notte di Atene. «Po-po-ppoppo-popoo-pooo» canta la folla tutt'intorno: frastornato da tanta euforia, lui che è un milanista doc ammette di sentirsi come l'Ancelotti che il 23 maggio scorso alzava la coppa dei campioni. Ma stavolta è lui l'uomo del giorno da portare in trionfo, è Pasquale "Lillo" Cordoma, medico di 46 anni, il nuovo sindaco di Montesilvano. Lo ha votato il 63% dei suoi concittadini regalandogli una gioia straordinaria in quest'anno speciale che sta per dargli anche la piccola Nicole, ancora protetta e al sicuro nel pancione di mamma Silvia, moglie e collega, complice di tante avventure.
Il centrosinistra è rimasto sotto, quasi sotto shock con quel misero 35% che pure appare tantissimo per quel che è successo e per come sono andate le cose in campagna elettorale. L'affluenza ferma al 60% racconta che alle urne è mancato un buon 40% di elettori più un 2% di bianche e nulle, ed anche questo ha un significato forte. «Quelli di centrosinistra sono andati al mare perché volevano come noi il cambiamento e hanno lasciato che la giustizia, quella elettorale, facesse il suo corso» ha detto chiaro e forte Cordoma. Una sberla da ko che lascia Ds e Margherita a riflettere sulla politica del malaffare della precedente amministrazione di Montesilvano e sulla scelta di un candidato sindaco, Rocco Finocchio, bravo, onesto e talmente candido che qualcuno avrà pensato di usarlo come un kleenex per ripulire una faccia sporcata però in modo irrimediabile dall'ex sindaco Cantagallo e dalla sua schiera di accoliti.
La festa ieri s'avvertiva già all'inizio dello scrutinio. Al comitato elettorale di Cordoma, in via San Francesco, è stato un crescendo di entusiasmi e di euforia quando, col passare dei minuti, la vittoria prendeva sempre più sostanza. Ad attendere il protagonista truppe e comandanti di An, Udc e Forza Italia, da Delfino a Ricotta e la Petri, Castiglione, Sospiri e Antonelli, poi Pastore, Grossi e Testa, Di Carlo, tutti arrivati da Pescara. E poi i montesilvanesi Cozzi (Udc), Scaburri e Di Giacomo, Tocco e De Landerset, il più votato in assoluto con 470 preferenze. S'affaccia Raffaele Di Giovanni, forzista che ha piazzato in consiglio comunale figlia e futuro genero, leggi Cristina Di Giovanni e Francesco Maragno. «La destra è andata a votare, noi compatti e vincenti, siamo un'anima per un'amministrazione sana al servizio della città» dice Di Giovanni gettandosi alle spalle presunte recenti divisioni nella Cdl. Alle 16,10 ecco Cordoma, al grido di «hurrà, hurrà, hurrà» è accolto come il Salvatore, abbracciato e baciato da tutti: ci metterà venti minuti per fare i dieci metri fino al comitato. Volano magliette azzurre, che in tanti indossano. Sopra ci sono due scritte: Oggi Montesilvano, e dietro: Domani Pescara. Il vice di D'Alfonso, Gianni Teodoro, però avverte: «Da noi non sarà così facile». A Montesilvano invece la partita è decisa, dai seggi arrivano cifre che raccontano del doppiaggio a Finocchio. Cordoma chiuderà con 13.997 voti pari al 62,96% contro i 7.739 di Finocchio, pari al 34,81%.
«Lillo, Lillo, Lillo» lo acclamano al comitato e finalmente si stappa lo champagne, Moet Chandon (spumante Gancia per chi arriva tardi). Cordoma scioglie la tensione e le sue sono lacrime di gioia. Commovente l'abbraccio con papà Vincenzo: «Una gioia immensa, un'emozione fortissima, è bellissimo» dice il papà del neo sindaco. Tenero l'abbraccio con la moglie Silvia e quello con Pina, storica militante di An. Poi ecco l'inno nazionale, che Cordoma e tutti gli altri cantano con la mano sul petto (e qualche saluto romano), al comitato prima e poi in piazza Diaz dove il sindaco arriva alle 16,45 trascinato a furor di popolo. «Benvenuto sindaco, fatti dare le chiavi» gli gridano col megafono. Lui, tricolore in pugno, sale al primo piano e conquista... il balcone. Ancora spumante e ancora slogan: «Cucù, cucù la sinistra non c'è più» oppure «chi non salta un Finocchio è», e uno scivolone tra tanto fair play ci sta pure. Cordoma rimedia subito accettando i complimenti di Finocchio al telefono, «è stato un concorrente onesto e valido - dice -, l'ho invitato a collaborare per il bene di Montesilvano». Sì alla trasparenza, ma per carità, meglio evitare inciuci.

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