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L'AQUILA. Orlando, 68 anni, una vita da carpentiere, fa difficoltà ad arrivare a fine mese con 700 euro di pensione. Ne percepisce poco più di 500 Antonio, ex agricoltore. L'altra faccia della medaglia dell'Italia. Quella dei pensionati, che ieri sono scesi in piazza per chiedere con forza un maggiore potere d'acquisto delle pensioni. Diecimila i manifestanti, secondo i sindacati- settemila per la questura - che hanno sfilato all'Aquila. Un corteo colorato e rumoroso, armato di fischietti, con tante bandiere al vento e una piccola banda a scandire il ritmo degli slogan. I manifestanti, partiti alle 9.30 dalla fontana luminosa, hanno raggiunto piazza San Marco per l'incontro con il prefetto Aurelio Cozzani, poi l'Emiciclo, dove era in corso la seduta del consiglio regionale. «Alla base della piattaforma rivendicativa», ha sottolineato Giovanni Orsini, segretario regionale Uil pensionati, «abbiamo posto il finanziamento della legge 328 del 2000 per il sostegno alle famiglie con non autosufficienti a carico e il problema del potere di acquisto delle pensioni, sempre più deboli rispetto ai prezzi di mercato. Ma in Abruzzo resta anche la ferita aperta dei ticket sui farmaci, un provvedimento che la Regione non ha ancora il coraggio di annullare». I 427 mila pensionati abruzzesi percepiscono una media di 506 euro mensili rispetto ai 670 del resto del Paese. L'85 per cento ha una pensione inferiore ai 750 euro. «Vogliamo rispetto concrete sulle pensioni ferme al 1993», ha precisato Giuliano Colazilli, segretario regionale Spi-Cgil, «e che, negli ultimi anni, hanno perso il 30 per cento del potere di acquisto». «Prima si arrivava alla terza settimana, oggi alla seconda», incalza Antonio Tatone, segretario pensionati Cisl di Avezzano, «la sanità abruzzese è allo sbando e a pagarne le spese sono i pensionati. La politica non corrisponde alle esigenze di una classe a cui nessuno dà il giusto peso». Rodolfo Fabi, della Fnp-Cisl mette in evidenza l'esiguità dello stanziamento del Governo a favore degli anziani non autosufficienti: «Appena 50 milioni di euro a fronte di una necessità di 2 miliardi e 300 milioni». |