Data: 13/06/2007
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Bandiere ed organetti contro la povertà. In Abruzzo la manifestazione nazionale si intreccia al malumore per il ticket sulle ricette farmaceutiche

La protesta pacifica dei pensionati che ieri mattina hanno attraversato il centro dell'Aquila per rivendicare il diritto a una vita serena

L'AQUILA - Le bandiere di Cgil, Cisl e Uil sventolano al ritmo di "Finché la barca va", intonato da organetti e tamburi. Non è una manifestazione politica, perché l'unico concetto che si vuole riaffermare è quello del diritto ad un'esistenza serena, dopo una vita di lavoro. Arrivare a fine mese è sempre più difficile, se si percepiscono seimila euro di pensione l'anno. È questo il messaggio che più di tremila pensionati abruzzesi, scesi ieri in piazza all'Aquila per manifestare pacificamente, hanno voluto lanciare alle istituzioni. La protesta si è svolta in contemporanea in molte località italiane, fino a coinvolgere quasi 200 mila persone, che hanno chiesto l'adeguamento delle pensioni, l'adozione di una legge e di un fondo per la non autosufficienza e, in Abruzzo, l'abolizione dei ticket sulle specialità farmaceutica e le prestazioni sanitarie. Nel capoluogo di regione i pensionati sono giunti da tutta la regione a bordo di 35 pullman e mezzi privati. Al suono dell'organetto e dei tamburi il corteo si è snodato dalla Fontana luminosa alla Prefettura. Qui i partecipanti hanno consegnato un documento al vice prefetto con le richieste dei pensionati. Poi è giunto a Palazzo Centi, sede della Giunta regionale, e infine a Palazzo dell'Emiciclo, dove era riunito il Consiglio regionale abruzzese e dove una delegazione sindacale è stata ricevuta dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco. «È inaccettabile - ha detto Mimì D'Aurora, segretario regionale di Spi-Cgil - che i ticket sui farmaci siano ancora in vigore. si tratta di un'iniquità e di un errore politico. È una tassa sulla malattia che gli abruzzesi devono pagare per essere curati. Nella finanziaria c'erano misure alternative per recuperare il deficit sulla spesa sanitaria e noi abbiamo proposto suggerimenti che non sono stati ascoltati». I ticket, che secondo i rappresentanti sindacali sono già costati 5 milioni di euro alle tasche degli abruzzesi, dovevano essere ritirati a far data dal primo maggio scorso, in base ad una delibera della Giunta che finora è rimasta lettera morta. Del Turco ha spiegato che la delibera di revoca deve essere recepita dalla cabina di regia nazionale. «Il governo - ha aggiunto - non è ancora convinto della bontà di questo provvedimento. Questa manifestazione servirà a rafforzare l'impegno della Regione affinché le soluzioni alternative proposte vengano accettate dalla cabina di regia». Il consigliere regionale di Sinistra democratica, Gianni Melilla, ha ricordato che il 75% dei pensionati abruzzesi percepisce meno di 700 euro al mese. «È veramente difficile - ha detto - immaginare una vita serena per i nostri anziani. Per questo è ancora più necessario superare la scelta sbagliata dell'introduzione dei ticket sanitari sui medicinali». L'onorevole Giampiero Catone, segretario regionale della Dca, condivide la protesta dei pensionati e ricorda che il suo partito manifestò ad Avezzano contro i ticket. Anche l'onorevole rodolfo De Laurentiis (Udc), è intervenuto a sostegno della protesta dei pensioanti abruzzesi e contro «l'inerzia della Regione, che poteva sostituire i ticket con misur alternative»

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