Data: 13/06/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
I pensionati: «Basta con i ticket». In piazza con Cgil, Cisl e Uil. Del Turco: «Tocca al Governo revocare quel provvedimento»

L'AQUILA- «L'atteggiamento della Giunta regionale sui ticket sanitari rimane una ferita aperta, è un costo che la comunità non può e non deve sostenere, in particolare i pensionati che rappresentano l'anello più debole della catena sociale abruzzese». Non ha avuto mezzi termini Mimì D'Aurora, segretario regionale Spi Cgil, di fronte alle migliaia di pensionati accalcati davanti ai cancelli del Palazzo dell'Emiciclo per reclamare il taglio definitivo dei ticket. Ed anche se più tardi Del Turco spiegherà che «la Giunta il suo dovere l'ha fatto con una delibera di revoca» e che «ora tocca al Governo dare via libera al quel provvedimento», D'Aurora ha ribadito che i pensionati non si arrenderanno e torneranno a manifestare fino a quando i ticket sui farmaci non verranno aboliti.
All'Aquila, ieri, sono arrivati in settemila, forse di più. Una manifestazione, come le altre in tutt'Italia, indetta da Cgil, Cisl e Uil per chiedere la rivalutazione delle pensioni, bassissime per molti abruzzesi. Ma l'occasione è stata colta anche per riproporre l'abolizione dei ticket che per redditi di per sé già magri rappresentano un costo sociale rilevante. «In Abruzzo -ha spiegato Gianni Di Cesare- segretario regionale Cgil- i pensionati sono 460mila, più di un terzo della popolazione, ma il 60% percepisce pensioni al di sotto della soglia di sopravvivenza, ferme da dodici anni, che occorre rivalutate». Ed ha aggiunto D'Aurora: «Negli ultimi sei anni le pensioni degli abruzzesi hanno perso il 30% del potere d'acquisto. Molta gente è alla fame. Il Governo deve tenerne conto. Per questo i ticket sono stati un errore». Ma secondo i due sindacalisti l'errore maggiore è stato inserirli nel piano di rientro della spesa sanitaria presentato al Governo. Perché ora è proprio il Governo che deve sbloccare il provvedimento, e non sembra molto propenso a farlo. Il corteo dei pensionati abruzzesi ha manifestato prima davanti alla Prefettura, dove è stato consegnato un documento indirizzato al Governo, poi di fronte a Palazzo Centi, sede della Giunta, ed infine davanti all'Emiciclo dov'era in corso la riunione del Consiglio regionale. Qui una delegazione ha parlato con il governatore Del Turco, che era accompagnato dagli assessori Paolini e Fabbiani e da alcuni consiglieri regionali. Del Turco ha prima ricordato le vicende che hanno indotto la Giunta ad adottare il provvedimento sui ticket, poi le iniziative prese per arrivare alla loro abolizione: «Il 27 aprile scorso abbiamo adottato la delibera che di fatto abolisce i ticket. Il provvedimento è ora all'esame del Governo, da cui si attende il via libera». Arriverà? Molti ne dubitano. Sinora, fanno osservare i sindacati, i ticket sui farmaci hanno fruttato cinque milioni di euro. E gli abruzzesi, aggiungono, hanno dovuto accettarli malvolentieri, dopo l'aumento dell'Irpef regionale (1,4%) e degli altri balzelli cui sono ricorsi i Comuni negli ultimi mesi.
A sostegno dei pensionati è intervenuto anche il deputato dell'Udc Rodolfo De Laurentiis: «La Giunta aveva promesso ai sindacati l'abolizione dei ticket dal primo maggio. Ciò non è avvenuto. E' una gestione approssimativa, fallimentare. In altre Regioni il ticket non ha prodotto alcun beneficio, vanificando nel tempo anche le possibilità di ridurre la spesa farmaceutica». Per Gianni Melilla, coordinatore regionale di Sinistra democratica, «il 75% dei pensionati percepisce uno stipendio inferiore ai 700 euro ed è veramente difficile immaginare una vita serena per i nostri anziani. Per questo è ancora più necessario superare la scelta sbagliata dell'introduzione dei ticket».

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