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PESCARA. La notizia della cancellazione del collegamento ferroviario Pescara-Monaco, in vigore da domani, ha creato allarme in consiglio comunale. A esprimere preoccupazione per la situazione delle ferrovie è il consigliere comunale dell'Udeur Ermanno Ricci: «Perché Pescara e tutta la costa abruzzese dovrebbero essere penalizzate alla vigilia della stagione estiva per una defaillance delle Ferrovie dello Stato?» chiede in una interrogazione rivolta al presidente del consiglio comunale Gianni Melilla e al sindaco Luciano D'Alfonso. «Il collegamento sarà cancellato perché la struttura di Pescara Porta Nuova non consente il carico e scarico delle auto trasportate al seguito dei viaggiatori. Chi avrebbe dovuto provvedere a dotare l'impianto ferroviario di strutture idonee se non il settore tecnico delle Fs?». Secondo Ricci è necessario intervenire «una volta per tutte» affinché Pescara «si sganci definitivamente da Ancona, al fine di tutelare la sua funzione di cerniera tra nord e sud», ma anche per fermare l'emorragia di posti di lavoro. Attualmente in Abruzzo lavorano 1304 ferrovieri, «ma la pianta organica ha subito un taglio di oltre il 70 per cento» ricorda Ricci che definisce Pescara «periferia di Ancona e colonia orientale di Roma». Il consigliere dell'Udeur, inoltre, torna a denunciare le condizioni in cui versa la stazione ferroviaria di Pescara, oggetto di una mozione presentata il 2 agosto 2005: «Alcune cose sono state fatte, altre sono rimaste lettera morta» afferma. «Inalterato è rimasto lo spettacolo deprimente dei locali sfitti e abbandonati lungo i tunnel di via Ferrari, così come nulla è stato fatto per offrire alla città i parcheggi della zona di Porta Nuova, nei pressi del mercato coperto, dove non si riesce a comprendere perché siano stati sistemati blocchi di cemento per impedire alle vetture di accedere agli spazi sotto i rilevati ferroviari». |