Data: 22/06/2007
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Il secondo round tra governo e sindacati. Sugli ammortizzatori sociali via libera da Cgil Cisl e Uil. Ma con Padoa-Schioppa non c'è dialogo

Questa volta Tommaso Padoa-Schioppa c'era. Al secondo round su welfare e pensioni tra parti sociali e governo, il ministro dell'Economia era presente, al contrario dell'altro ieri. Doveva essere un incontro meno aspro, incentrato solo su ammortizzatori e tutele per i giovani, guidato dai più aperti al dialogo tra i rappresentanti del governo, ossia il sottosegretario Letta e il ministro del Lavoro Damiano. Ma è bastato il rapido intervento di Padoa-Schioppa, che ha posto l'altolà sul tesoretto (oltre la soglia dei 2,5 mld - ha ribadito - non si va), per riaccendere l'insofferenza di Cgil, Cisl e Uil. E per confermare che tra i sindacati e il ministro dell'Economia il rapporto è seriamente compromesso. Ad ogni modo i temi più scottanti della trattativa, scalone Maroni e coefficienti previdenziali, non sono stati discussi. Se ne parlerà la settimana prossima, come ha spiegato Damiano nella conferenza stampa al termine dell'incontro.

''Prodi ha ribadito quello che diciamo da molti mesi a questa parte e cioe' che vogliamo ammorbire un salto iniquo - ha detto il ministro del Lavoro -. Ora serve un quadro generale e completo di soluzioni che sia in equilibrio con le risorse disponibili''. Damiano ha spiegato che oggi si è ''parlato solo di riforma degli ammortizzatori sociali e di tutele del mercato del lavoro'', mentre il superamento dello scalone sara' discusso nell'incontro di martedi' prossimo, 26 giugno. ''Il ministro Padoa Schioppa- ha ricordato Damiano- ha detto una cosa importante, e cioe' che c'e' una disponibilita'di 2,5 miliardi di euro e ulteriori risorse dovranno provenire da risparmi interni al sistema''. In attesa della proposta sul superamento dello scalone, ''oggi -ha detto Damiano-abbiamo compiuto un passo positivo. Abbiamo esaminato argomenti di carattere specifico e la proposta in materia di riforma di ammortizzatori sociali rappresenta un impegno forte. Riformare gli ammortizzatori sociali significa fare una scelta che il precedente governo non ha compiuto''. Il pacchetto di misure illustrato da Damiano prevede, per un finanziamento complessivo di circa 600 milioni, la riforma della cassa integrazione, l'indennita' di disoccupazione, i contributi figurativi per i lavoratori discontinui, interventi di agevolazione per l'accesso al credito e l'aumento graduale (dal 19 al 23%) dell'aliquota per i lavoratori parasubordinati, ma non quella degli altri lavoratori (autonomi e dipendenti).

Durante l'incontro Padoa-Schioppa ha detto ai sindacati che l'andamento della spesa sta andando 'peggio del previsto' e non si può fare di più. 'Se rifacessi ora le stime di 2,5 miliardi, sarebbero da correggere in negativo. Ma - ha precisato Padoa-Schioppa - non torno indietro dal mio impegno'. A ciò si aggiunge - ha detto sempre il ministro - che se il governo rompesse l'equilibrio dei conti della previdenza il giudizio dell'Unione Europa sarebbe ''catastrofico''. Per quanto riguarda il superamento dello scalone, il ministro ha risposto piuttosto seccamente alla Cgil, secondo la quale l'aumento dello 0,3% dei contributi dei lavoratori dipendenti l'avrebbe già finanziato. Quell'aumento, ha detto il ministro, "non puo' essere portato a compensazione dello scalone e questo lo sappiamo molto bene tutti". Allora i sindacati hanno replicato che spetta comunque al governo trovare le risorse necessarie. Controreplica di Padoa-Schioppa: "ci spetta trovare le risorse che ci sono, non quelle che non ci sono".

Un dialogo difficile, dunque. Come conferma Guglielmo Epifani al termine dell'incontro. In questo modo "non va bene, non va proprio bene. Noi non trattiamo con la calcolatrice", spiega il segretario generale della Cgil. "Qualche giorno fa - prosegue Epifani riferendosi a Padoa-Schioppa - ha parlato di fine dell'emergenza finanziaria. Sto a quello che ha detto. Non bisogna usare toni da emergenza finanziaria quando si è detto che è finita l'emergenza finanziaria". Quello che i sindacati cercano, ha concluso Epifani, "è un'intesa politica, poi c'è il problema della sostenibilità finanziaria. Non il contrario". Analogo il commento del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: ''non si puo' decidere su quello che avanza per caso dal famigerato tesoretto''. ''Il bilancio dello stato e' fatto di entrate e uscite e si si vuole discutere di questo noi non ci sottraiamo. Se invece ci si dice che il governo decide sulle voci di entrata e uscita e poi avanzano dei soldi e noi dobbiamo decidere solo su quello che avanza o che rimane per caso, come il tesoretto, a noi resta solo il compito di difendere le persone che rappresentiamo. La trattativa - ha detto Angeletti - e' un'altra cosa e, non a caso, il ministro dell'Economia ha fatto le sue osservazioni a conclusione dell'incontro''. Piu' smussato il commento del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni che riconosce che Padoa-Schioppa "fa il suo lavoro, nel governo c'e' chi la vuole cotta e chi la vuole cruda", ma ricorda che l'extragettito quest'anno e' "notevole" e i soldi che vengono "dall'area fiscale, alla quale i lavoratori dipendenti contribuiscono per l'85%, devono andare al sociale".

Welfare e tutele per i giovani
Per quanto riguarda ammortizzatori sociali e tutele per i giovani, invece, i sindacati sposano la linea del governo. "Credo che stiamo andando nella direzione auspicata": questa la sintesi di Bonanni. Ed è sulla stessa linea Epifani: "L'impianto e' quello chiesto". "Speriamo che stavolta gli impegni siano mantenuti davvero", ha auspicato Bonanni, ricordando che "per ben tre volte le riforme annunciate non si sono mai realizzate". E proprio per questo il segretario della Cisl auspica che "si proceda con decretazione". "Speriamo di essere arrivati dopo molti anni a introdurre sul serio un sistema di protezione sociale moderno e buono perche' quello precedente apparteneva a un'altra epoca", sottolinea Angeletti. "Sono anni che chiediamo un riordino- aggiunge Epifani- Oggi ci hanno presentato i titoli di un documento, l'impianto e' quello chiesto". L'indennita' di disoccupazione - questa una delle misure proposte dal governo - salira' dall'attuale 50% al 60%. L'incremento sara' accompagnato da interventi che hanno l'obiettivo di reinserire i disoccupati nel mondo del lavoro. Nei periodi di sosta lavorativa dovranno infatti frequentare dei corsi di formazione obbligatoriamente. Chi non vorra' partecipare perdera' il diritto all'indennita'. Che sara' perso anche nel caso in cui vengano rifiutate eventuali proposte di lavoro.

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