Data: 25/06/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Bus, pendolari pronti alla rivolta. Allarme per la crisi Schiappa. Timori di tagli alle corse

SULMONA. Il comitato dei pendolari fa quadrato intorno l'azienda Schiappa e annuncia proteste eclatanti in caso di soppressione delle corse che collegano la Valle Peligna a Roma. Soltanto qualche giorno fa Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti erano intervenuti sulla situazione chiedendo alla Regione l'intervento dell'Arpa per arginare le difficoltà economiche dell'azienda di trasporto.
«Tagliare corse e personale sarebbe una scelta scellereta», afferma Francesco Di Nisio, portavoce del comitato dei pendolari che conta in tutto un centinaio di persone tra lavoratori e studenti «e siamo pronti a tutto per evitare che ciò avvenga. E' arrivato il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità per scongiurare che l'unico servizio di collegamento fruibile tra la Valle Peligna e Roma venga ulteriormente ridimensionato».
Quotidianamente sono molti i lavoratori che viaggiano in autobus per raggiungere il posto di lavoro a Roma a questi si aggiungono, almeno quattro giorni a settimana, un folto gruppo di studenti universitari, che proprio perché ci sono i bus possono risparmiare il costo dell'affitto di appartamenti nella Capitale, nonché i viaggiatori occasionali, per turismo o affari.
Nei mesi scorsi, il comitato aveva promosso una campagna per evitare il taglio delle corse, con l'iniziativa il comitato chiedeva di sostenere l'azienda Schiappa, facendo restare la sede a Scanno e mantenendo pubblica l'azienda stessa. «Molti comuni del comprensorio» aggiunge Di Nisio «hanno appoggiato la nostra iniziativa, votando ordini del giorno in consiglio comunale a favore del progetto, eppure nessuno ha preso atto di questo. E' una cosa gravissima, soprattutto perchè sembra penalizzare solo il nostro territorio. Negli anni scorsi», continua il portavoce del comitato, «abbiamo lavorato tanto per ottenere due nuove coppie di corse tra Roma e Sulmona e ora tutto sembra andare in fumo».
L'incremento delle corse fu deciso dall'Arpa (che controllava la "Schiappa", prima che questa venisse associata a Paolibus) dopo una serie di incontri. Ora, la situazione è radicalmente cambiata. I conti della società fanno pensare al peggio. I sindacati sollecitano la fusione in Arpa per abbattere i costi. I pendolari temono di restare letteralmente a piedi.

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