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Restano ormai pochi giorni per chiudere il confronto su pensioni e ammortizzatori sociali perché il 30 giugno il Governo deve approvare il documento di politica economica e finanziaria per il 2008. Sindacati e alcuni esponenti del Governo ritengono che le posizioni non siano più così distanti. Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dice di essere ottimista e che «l'accordo è a portata di mano». «Bisogna fare di tutto - ha aggiunto Letta - per smussare gli spigoli e per fare un passo avanti per chiudere l'accordo. Vogliamo dare risposte ai pensionati di oggi e a quelli di domani» ha detto intervenendo a Trento alla Festa nazionale della Cisl.
Dai sindacati vengono segnali di disponibilità, ma senza sottovalutare le difficoltà. Lo dice chiaramente Guglielmo Epifani, anch'egli a Trento con Angeletti e Bonanni. «Se si vuole fare l'accordo - ha detto il segretario della Cgil - bisogna lavorare per un compromesso aperto e intelligente, che tenga conto di ciò che dice il sindacato. Altrimenti, è difficile arrivare a un risultato». Ma Epifani non nasconde le critiche, in particolare al ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa: «Fino ad oggi c'è stata rigidità da parte del ministro dell'Economia. Non è un problema personale. È chiaro che un ministro dell'Economia deve tener conto dei numeri, altrimenti non sarebbe un ministro dell'Economia. Ma se si fa riferimento solo ai numeri non si capiscono le domande e i problemi posti dalla gente»
Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, se la prende con «certa politica insufficiente e fannullona». Secondo lui bisogna dare «buone notizie» alla gente: «L'attuale legge sulle pensioni, la Maroni che entrerà in vigore il 1 gennaio 2008, dice che si andrà in pensione a 60 anni. Se riusciamo ad ammorbidire lo "scalone" è una buona notizia per tutti. Sono convinto che in fondo in fondo l'accordo sarà condiviso da tutti».
Va invece controcorrente il segretario della Uil, Luigi Angeletti. Dubita che si chiuderà l'accordo in tempo per il Dpef. «Siamo dell'idea che le difficoltà siano ancora presenti e su molti aspetti - ha osservato - vogliamo semplicemente che ciò che il governo dice sia applicato: detassazione degli aumenti contrattuali, libertà di scelta su quando andare in pensione e incentivi per chi decide di restare al lavoro. Questo è il nostro obiettivo». In ogni caso, l'azione e la reazione del sindacato «saranno misurati rispetto all'atteggiamento del Governo. Se ci saranno provvedimenti che danneggeranno i lavoratori e i sindacati arriveremo anche allo sciopero». |