|
PESCARA. «Siamo dinuovo in lotta» ammonisce subito il segretario provinciale della Cisl, Umberto Coccia. Perché da Asl e Regione non è arrivata alcuna risposta convincente per i sindacati. E perché il tempo è praticamente scaduto, come i contratti di lavoro dei precari della Asl di Pescara, un piccolo esercito di medici, infermieri, portantini, tecnici di laboratorio e altre figure professionali (in tutto più di 500 unità) che da sabato 30 giugno potrebbero ritrovarsi a casa. I rappresentati di Cgil, Cisl e Uil, hanno ribadito ieri ai giornalisti che questo non si tradurrà solo nella perdita dei posti di lavoro. L'altra preoccupazione dei sindacati è legata infatti al mantenimento dei servizi essenziali all'utenza della sanità pubblica. Il mancato rinnovo dei contratti in scadenza rischia infatti di diventare una vera calamità nel mese di agosto per interi reparti e servizi ospedalieri a causa delle ferie da smaltire. Da qui la richiesta urgente di un consiglio comunale straordinario con la partecipazione di tutti i sindaci della provincia. Il direttore generale della Asl, Antonio Balestrino, ha convocato i sindacati per il primo pomeriggio di domani, nell'Aula Magna dell'ospedale, allo scopo di illustrare l'ultimo provvedimento varato dalla Regione su proposta della Asl: la famosa delibera 440. In pratica il braccio armato del piano per la riduzione della spesa sanitaria che porterà alla chiusura o all'accorpamento di reparti negli ospedali e al taglio di personale. Con quali conseguenze pratiche lo ha spiegato il segretario della Cgil, Paolo Castellucci, attraverso un esempio lampante: il caso del servizio di radioterapia dove fino allo scorso anno venivano trattati 60 pazienti al giorno. Un anno dopo le prestazioni sono solo una ventina a causa del mancato rinnovo dei contratti a due medici precari. La conseguenza per i malati oncologici è stata la fuga forzata verso le strutture ospedaliere di altre regioni. Fra queste, quella di Ascoli Piceno. A parte il disagio causato all'utenza e ai loro familiari, questo comporta una spesa, ha ricordato Castellucci, di 400 euro al giorno per ciascuno dei pazienti a causa dei rimborsi di cui deve farsi carico la Asl di provenienza per le spese di viaggio, vitto e accompagnatori al seguito, che moltiplicato per 40 pazienti fa 4 milioni di euro l'anno a fronte dei 2 milioni di euro che la Asl dice di risparmiare con i tagli alla spesa praticati nel nuovo piano sanitario. E' chiaro che per i sindacati i conti non tornano. Secondo Coccia, inoltre, nel 2007 l'azienda perderà 59 lavoratori assunti a tempo indeterminato (21 medici e 38 infermieri), e per quanto riguarda gli assunti a tempo determinato si passerà da 524 a 204 unità. |