Data: 27/06/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Precari da salvare o l'ospedale chiude». Altolà dei sindacati sui tagli al personale, Balestrino replica: «Non chiuderemo reparti»

Finita la luna di miele tra i sindacati ed il manager della Asl Antonio Balestrino. Cgil, Cisl e Uil puntano il dito contro la delibera 440 del 20 giugno scorso che prevede, come anticipato da Il Messaggero, una serie di accorpamenti tra reparti degli ospedali di Penne e Popoli con quelli del Santo Spirito e la contestuale riduzione di personale. «I precari della Asl sono 524 - ha attaccato Umberto Coccia della Cisl - ma quella delibera ne taglia 320 con i rimanenti 204 non si garantisce l'assistenza e si chiudono i reparti. L'ospedale scoppierà a luglio ed agosto con le ferie e l'aumento di afflusso». I 320 che andranno via entro il 30 giugno rappresentano l'11% di tutta la forza lavoro della Asl, «nella cifra sono compresi anche 59 pensionamenti - precisa Paolo Castellucci della Cgil - che il manager non ha previsto di sostituire. Poi ci si lamenta se radioterapia non funziona». Secondo la direzione generale, invece, proprio quei 59 pensionamenti consentiranno un risparmio per finanziare i 204 precari fino a dicembre per poi iniziare a stabilizzarli nel 2008. «Sia chiaro che noi non chiudiamo nessun reparto - spiega Balestrino -, stiamo lavorando per fare quella programmazione che è mancata nel passato. Dico no a tentativi di strumentalizzazione e aggiungo d'essere sempre disponibile al confronto con i sindacati». Nel reparto diretto dal dottor Giampaolo Zini l'acceleratore che serve alal cura dei tumori è fermo dal 2004, ovvero da quando è stato acquistato, dovrebbe entrare in servizio a luglio «ma manca il personale - aggiunge Castellucci - due medici sono in scadenza e fino ad oggi hanno lavorato gratis». Quel che è peggio è che manca pure la figura del fisico oltre a quella dei tecnici. «I pazienti sono costretti a rivolgersi altrove - aggiunge Coccia - con un costo, per la Asl di 400 euro per ogni seduta. I pazienti costretti ad emigrare sono 40 che, per circa 200 sedute l'anno, fanno una spesa di 4 milioni di euro di mobilità passiva». Ovvio che all'azienda conviene far funzionare il reparto, altrimenti i due milioni di risparmio previsti dal piano vengono subito ingoiati da questo pozzo nero. «Non capiamo il disegno di Balestrino e dell'assessore Mazzocca - prosegue Castellucci -: o c'è un disegno per depotenziare Pescara oppure, inconsapevolmente si favoriscono i privati che già si stanno attrezzando per la radioterapia». «Inaccettabile il metodo utilizzato da Balestrino nel comitato ristretto dei sindaci con la delibera già inviata ai dirigenti e con le lettere di cessazione di lavoro dei precari già spedite senza discuterle con i sindacati - aggiunge Massimo Petrini della Cgil -.Inutile convocarci per il 28 mentre i repsonsabili della crisi della sanità sono ancora al loro posto». Intanto scoppia la grana della divisione di oculistica, diretta da Michele Marullo che accusa la direzione generale di «aver ridotto del 70% le attività della sala operatoria che prima effettuava duemila interventi l'anno perché non si riesce a coprire i turni del personale mentre le liste d'attesa si allungano. Accorpare l'oculistica di Penne - prosegue la nota di Marullo - creerebbe problemi di gestione del personale». Ma sempre secondo Balestrino, «Marullo deve aver letto una vecchia bozza del piano che discuterò con i sindacati il 28».

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