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ROMA - Aeroflot si ferma qui. Questa volta, non c'è spazio per indiscrezioni e smentite, è ufficiale: la compagnia russa affiancata da Ubm si ritira dalla gara Alitalia. Perchè «non è possibile fare un'offerta nei termini e alle condizioni fissate», fa sapere Mosca a metà mattinata. Un concetto ribadito poco dopo anche da Milano, dal quartier generale di Ubm, che ha maturato la decisione dopo «un'approfondita due diligence e un'attenta analisi delle condizioni». L'ultimo atto della privatizzazione in corso è andato in scena mentre alla Magliana si svolgeva l'assemblea che ha approvato il bilancio e la copertura parziale (150,1 milioni attraverso l'utilizzo di riserva) delle perdite accumulate nel 2006 e nel primo trimestre 2007. Rinviato a nuovo, dunque, un rosso per 498,8 milioni insieme al dossier ricapitalizzazione previsto per legge (articolo 2446). Nelle stesse ore il vertice convocato da Toto con le sigle sindacali alzava il velo sulle linee guida del piano di rilancio di Alitalia e su 2350 interventi previsti, tra esuberi e pensionamenti. Intanto il titolo Alitalia sospeso in Borsa fino alla diffusione della nota di Aeroflot, ha fatto un tonfo del 7% prima di ridurre le perdite all'1,8% (a 0,81 euro). Aeroflot: condizioni impossibili. Una mossa decisiva dei russi prima della scadenza del 12 luglio per le offerte vincolanti faceva già parte degli scenari già disegnati dal mercato. Ma solo nei prossimi giorni si capirà fino a che punto cambierà le carte in tavola nella gara Alitalia. Sotto accusa ci i paletti fissati dal bando di gara, troppo rigidi anche per gli altri due concorrenti ancora in campo, almeno sulla carta: Matlin Patterson e la Ap holding di Carlo Toto, deciso ad arrivare fino in fondo («Alitalia potrà diventare la quarta compagnia europea», ha dichiarato ieri). Aeroflot ha lasciato la scena della gara lamentando anche il «mancato accesso a tutte le informazioni» per presentare un piano di risanamento. A partire dalla «situazione nelle attività commerciali e operative». Un tema caro anche a Toto, che ha reclamato l'accesso ad un dossier più nutrito di informazioni cruciali per definire il piano. Il patron di Air One ha anche un dossier di "osservazioni" agli advisor del Tesoro su alcuni paletti fissati nella procedura. Uno di questo, appena sciolto con una deroga, riguardava proprio i contatti con i sindacati. Nel piano di Toto 1800 esuberi. Sono state loro, ancora prima del mercato, ad avere nell'incontro di ieri un assaggio dei piani di Toto su Alitalia. Il patron di Air One si è presentato al avolo con i sindacati con un pacco di slide da illustrare e un obiettivo preciso: mettere le basi per «un accordo, chiaro, trasparente e di lunga durata» con i sindacati. Perchè per portare l'Italia nel mondo e il mondo in Italia» con Alitalia ci sono anche dei sacrifici da fare: almeno 1.800 esuberi (1.400 tra il personale di terra, 300 tra i piloti e 100 tra gli assistenti di volo) da affinacare agli oltre 550 pensionamenti. Così il personale della nuova Alitalia passerebbe da 12.150 a 10.350 unità entro il 2012, secondo i dati nelle mani di Toto. Nel capitolo lavoro rientrano anche gli obiettivi di incremento della produttività e una spinta alla mobilità geografica che riguarda 880 persone nel personale navigante (sono previste sei basi di armamento per macchine ed equipaggio a Torino, Milano, Venezia, Roma, Napoli e Catania). Piani ambiziosi anche per le rotte: le tratte domestiche e internazionali dovrebbero passare da 148 a 169, con un incremento da 16 a 23 per quelle intercontinentali. Tutto questo porterebbe i passeggeri del gruppo da oltre 20 milioni a sfiorare i 30 milioni. Un risultato in cui sarà cruciale il rinnovo della flotta, in cui saranno concentrati gli investimenti. Su questo fronte gli aerei a disposizione saliranno da 185 a 242. Entreranno in forze gli Airbus 320 già consegnati ad Air One (7-8) a cui si aggiungerà un'altra tranche per sostituire gli MD80. Non solo. Per Alitalia ci sarà un'infornata di aereri regional e un potenziamento, non precisato, per il lungo raggio. Sullo sfondo un progetto preciso: aumentare la massa critica del nuovo gruppo su mercato domestico. Contando, evidentemente, su deboli vincoli Antitrust. Il nodo Az Servizi. Una postilla a parte del piano riguarda il futuro della società in cui è confluita la manutenzione di Alitalia, Az Servizi. «Ognuno deve fare il suo mestiere» avrebbe detto l'imprenditore abruzzese a proposito della società controllata con Fintecna. L'impressione è che Toto non consideri la società un problema di chi acquista Alitalia, visto che la compagnia può contare su meno della maggioranza (il 49%). Il punto è che seppure Alitalia ha il 51% del capitale ordinario della Servizi, non consolida la partecipazione perché ha dato il 2% in usufrutto a Fintecna. E su questo nodo si potrebbe giocare il futuro della società. L'idea di Air One sarebbe quello di costituire una newco, aperta a nuovi soci, attraverso la quale fornire manutenzione anche ad altre compagnie. Per il resto delle attività, dall' handling, ai servizi amministrativi e di informatica si vedrà. Ma quello di ieri è solo la premessa dei prossimi vertici Toto-sindacati. Che forse dal prossimo round usciranno un po' più convinti. |