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ROMA Dieci giorni ancora e si potrà capire qualcosa di più sul destino di Alitalia. Il 12 luglio, infatti, scade il termine di presentazione delle offerte vincolanti per l'acquisto di almeno il 39,9% della compagnia. Per la precisione, l'unica offerta è quella di Air One, capofila dell'unica cordata rimasta in gara, e che ha già preannunciato duemila esuberi. Ieri il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha ribadito ciò che il governo aveva anticipato nelle settimane scorse: «Ci faremo carico di eventuali problemi che dovessero sorgere quanto al mantenimento dei livelli occupazionali. Sì, siamo ben intenzionati a farci carico di questo problema». Secondo il titolare dei Trasporti «la cosa più importante è la bontà del piano industriale». «Quindi - ha aggiunto - vedremo presto se è in direzione di quello per cui abbiamo lavorato per un anno e cioè assicurare un futuro alla compagnia per rispondere alla domanda su come assicurare una transizione non traumatica dell'assetto lavorativo e aprire la compagnia di nuovo ai grandi mercati, soprattutto quelli intercontinentali». Il patron di AirOne, Carlo Toto, nei giorni scorsi aveva incontrato le rappresentanze sindacali preannunciando, oltre ad un rilevante piano di potenziamento della flotta e del network, anche la necessità di una revisione degli attuali organici. Più precisamente il taglio - anche attraverso prepensionamenti e esodi agevolati - di circa duemila dipendenti. Un intervento che adesso il ministro Bianchi, a nome dell'esecutivo, vorrebbe rendere il meno traumatico possibile. |