Data: 06/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Le consulenze d'oro alla Sangritana «Esperti indispensabili per analizzare i conti. Era un sistema di potere senza alcun controllo»

LANCIANO. «Ho messo le mani su un sistema di potere, in una società dove non c'era alcun controllo a nessun livello. Le perdite di bilancio vengono da lontano e sono strutturali. Non perché si pagano consulenze esterne. Che non sono d'oro».
Loredana Di Lorenzo (Margherita) non accetta critiche, né lezioni di stile e morale. E si sfoga per quasi un'ora.
La presidente, in carica dal 2006 e di recente nominata nella Commissione nazionale trasporti della Margherita, è stata chiamata in causa dalla Commissione regionale di vigilanza presieduta da Mario Amicone (Udc), attuale consigliere regionale ed ex assessore regionale ai Trasporti.
Bilancio in rosso e spese elevate per le consulenze: stipendi da 5 a 12mila euro per tre esperti - Massimo Basilavecchia, Luciano D'Amico e Piero Carducci - e buste paga da 120 a 90mila euro per il direttore generale e il vice - Luigi Nuzzo e Alfonso D'Alfonso.
Amicone ha preannunciato un rapporto da consegnare ed esaminare durante il prossimo consiglio regionale.
«Sono attacchi strumentali», taglia corto la Di Lorenzo, «perché i guai sono cominciati sotto la precedente gestione, come dimostra anche il verbale della guardia di finanza, quando i consulenti erano tantissimi e pagati profumatamente. Io stesso ho consegnato quella documentazione in Procura e spero che la magistratura faccia in pieno il proprio dovere. Ora proprio Amicone deve indagare? All'epoca era l'assessore della Regione. Quantomeno è stato distratto. Sono stata costretta a ricorrere a consulenti esterni, "super partes", a docenti universitari e manager di primo livello. Quando sono arrivata il verbale della Finanza era stato fatto sparire. Ne sono venuta a conoscenza tramite i sindacati e sono riuscita a recuperarlo. I consulenti mi hanno aiutata e grazie a loro ho tracciato l'analisi economica al 31 luglio 2006 che rappresenta una netta linea di demarcazione col passato. La scelta di persone esterne era necessaria per analizzare la situazione».
Accuse respinte con forza anche per quanto riguarda gli stipendi.
«Le nomine del direttore generale e del vice sono state fatte dalla Regione e le somme degli stipendi rispettano quelle previste con il contratto nazionale», sottolinea la Di Lorenzo, «gli sprechi della politica si valutano su altre cose. Io stessa guadagno 2mila e 500 euro al mese, lavoro dieci ore al giorno e ho rinunciato a parecchi benefit. Penso di stare qui a dare il contributo. Ogni accusa è pura cattiveria».
«Ho invitato i rappresentanti della Commissione regionale di vigilanza a una verifica negli uffici di Lanciano», conclude la presidente, «e ho ricordato loro che adesso facciamo assunzioni con concorsi pubblici, a differenza di altri».

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