Data: 07/07/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Metro, condannati due dirigenti. Assolto Eliseo Iannini, un anno e quattro mesi a Fabrizi e Di Gregorio

Una svolta nell'inchiesta "madre" sulla metropolitana di superficie, quella riguardante l'iter procedurale della gara di appalto. Il giudice monocratico del Tribunale ha assolto pienamente, con la formula "per non aver commesso il fatto" Eliseo Iannini, rappresentante della Cgrt srl, mentre ha condannato ad un anno e 4 mesi di reclusione ciascuno Mario Di Gregorio, responsabile del servizio programmazione del settore Opere pubbliche del Comune e in questa veste responsabile unico del procedimento per la realizzazione della metropolitana di superficie, e Vittorio Fabrizi, dirigente del servizio programmazione del settore Opere pubbliche del Comune. Sia Fabrizi che Di Gregorio sono stati condannati anche all'interdizione dai pubblici uffici per un periodo uguale a quello della pena. Il reato contestato a tutti è la turbativa d'asta che, secondo le indagini, si sarebbe concretizzata nell'aver omesso di indicare l'esistenza di un canone annuo nel bando di gara per l'aggiudicazione della concessione per la gestione della metro di superficie, alterando così l'esito della gara. Il Pm aveva chiesto per Iannini l'assoluzione, per Di Gregorio la condanna a 2 anni di reclusione mentre per Fabrizi la pena di un anno e mezzo di reclusione.
«La condanna non corrisponde alle attese della difesa - dice l'avvocato Attilio Cecchini, legale dell'ingegner Vittorio Fabrizi - che è convinta dell'assoluta insussistenza di ogni profilo di responsabilità dei due funzionari. Contiamo che le nostre ragioni vengano accolte dalla corte d'Appello». Secondo Massimo Manieri, legale di Eliseo Iannini, «la difesa è amareggiata per l'esito della sentenza sui coimputati, esempio di rettitudine morale e professionale, un esempio per gli altri dirigenti del Comune». Sulla realizzazione della metro pendono altre due inchieste: una sull'aspetto dei palazzi vincolati dalla Soprintendenza e l'altra sui lavori per i sottoservizi.
Nata nel 2004 e condotta dagli agenti della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale (soprattutto dall'ispettore superiore Lorenzo Cavallo), l'inchiesta era stata originata da una serie di esposti del Comitato San Pietro che esprimeva dubbi proprio sulla correttezza dei passaggi sulla gara d'appalto e chiedeva alla Procura di fare chiarezza. Se la sentenza di ieri dovesse passare in giudicato, sarebbe necessario indire una nuova gara di appalto e Iannini potrebbe diventare parte lesa.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it