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LANCIANO - «Altro che proporre il trasferimento di Lancianofiera in Val di Sangro: Donato Di Fonzo, visto che coltiva idee del genere, forse farebbe bene a dimettersi da presidente del Consorzio Fiera». Va giù pesante il capogruppo al consiglio comunale e coordinatore comprensoriale della "Democrazia Cristiana per le Autonomie", Cesarino Bomba. E ne ha pure per il manager della Asl Caporossi, sostenendo uno «scadimento» dell'ospedale di Lanciano. Ma torniamo alla Fiera. «La delocalizzazione della Fiera in Val di Sangro - dice Bomba - significherebbe una ulteriore spogliazione della città di Lanciano, che non beneficerebbe più di alcuna ricaduta economica delle varie manifestazioni fieristiche che adesso si svolgono nell'area di Iconicella. E poi, in Val di Sangro, ci sono le industrie, mentre la Fiera opera in un comparto diverso e specifico. In più, considerando che anche altri si sono espressi a favore della Fiera in Val di Sangro, qualcuno dovrebbe spiegare come mai, dopo che per vent'anni si è sempre parlato di trasferire la Fiera a Villa Martelli, verso il casello A14, all'improvviso si scopre che è meglio andare verso Sangro». Per quanto riguarda la sanità, Cesarino Bomba ha espresso netta contrarietà sul progetto che parla di unificare gli ospedali di Lanciano, Atessa e Casoli, realizzando una nuova struttura comprensoriale, sempre in direzione Sangro. «L'ospedale di Lanciano - dice - sta bene dove si trova, va solo potenziato nelle risorse strumentali e umane, cosa che non mi risulta stia facendo il manager Caporossi».
Intanto, anche la Sangritana è nell'occhio del ciclone. Da una parte, proprio in questi giorni, sono tornati a galla vecchie polemiche su presunti sprechi e assunzioni facili della passata gestione, per la verità senza grosse novità, visto che tutto si trova da un anno raccolto in un dossier dalla Finanza e consegnato alla Procura, di cui non resta che aspettare le decisioni. Dall'altra il nuovo Cda, presieduto da Loredana Di Lorenzo, annuncia che non ci saranno più assunzioni senza concorsi. «Noi - dice la presidente - abbiano trovato 130 assunzioni effettuati attraverso le società di lavoro interinali e poi stabilizzati a tempo indeterminato. Il Consiglio di Stato, invece, ha ribadito che le Spa a totale capitale pubblico, qual è la Sangritana, devono assumere con criteri di evidenza pubblica. Noi abbiamo già fatto così con l'assunzione di 17 lavoratori (tra elettronici, eletTricisti, aggiustatori meccanici e macchinisti) e così faremo in seguito». Sul tavolo, il consigliere Giuseppe D'Ortona mette un foglio con i nomi dei vincitori e relativi punteggi acquisiti nelle varie prove del concorso, di cui è stato presidente il dirigente ing. Iubatti. «Qui - sottolinea la Di Lorenzo, affiancata dalla vicepresidente Teresa Giannantonio - non c'erano procedure e certezze codificate, noi le stiamo ristabilendo: altro che accusarci di sprechi in consulenze. Grazie ai consulenti abbiamo potuto tracciare l'analisi economica della vecchia gestione al 31 luglio 2006, da cui siano ripartiti con criteri certi ed efficienti». |