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INCOLONNATI, in fila indiana percorrendo da piazzale della Repubblica a Porta Tarquinia e ritorno, a passo d'uomo, con le bandiere rosse della Filt Cgil che sventolavano dai finestrini. La marcia per le vie del centro dei 20 taxi cittadini è stato il momento centrale delle quattro ore di sciopero indette ieri, dalle 16 alle 20, per protestare contro il comportamento tenuto dall'attuale amministrazione. C'erano anche due taxi capitolini. In uno c'era Nicola Di Giacobbe, coordinatore nazionale di Unica taxi. «Ci troviamo di fronte alla necessità di ripristinare la legalità e le regole - ha tuonato Di Giacobbe - ci rivolgiamo dunque al Comune, all'Autorità portuale e al Prefetto per la violazione delle leggi vigenti che prevedono, ad esempio, che nei porti, negli aeroporti e nelle stazioni i taxi abbiano la precedenza all'uscita dei passeggeri. Anzi, si assiste ad un uso difforme delle autorizzazioni con gli NCC (noleggio con conducente) che provengono da altre province. Noi siamo disponibili anche per un eventuale aumento delle autorizzazioni a livello stagionale». Già, perché il picco di richieste si ha in estate, come ha sottolineato anche il presidente di Pianeta Taxi, Gianluca Deiana, e i tassisti cittadini non si opporrebbero ad un incremento che interessi solo quei mesi. «E' pur vero - ha però aggiunto Leonardo Civero, rappresentante della Cna - che tra gli Ncc prenotati da Roma, i pullman e le navette gratis fino al Forte Michelangelo a noi rimane ben poco». A spiegare i motivi dello sciopero la segretaria della Filt Cgil, Luciana Ceppolino: «Ci ha spinti il perdurare del comportamento irresponsabile e antisindacale di questa amministrazione e delle manifeste provocazioni sia da parte del sindaco che da parte della Port Mobility che, in barba ad ogni regola ed ad ogni legge (legge 21/1992, legge Bersani e codice della strada) continuano a surrogare con mezzi muniti di licenze, rilasciate da altri comuni, il servizio pubblico cittadino. Non siamo contro il rilascio di nuove licenze, ma contro il metodo di gestione del servizio». Con la promessa di ricorrere anche al Prefetto la categoria attende un nuovo incontro col sindaco, rivendicando una conferenza dei servizi con le parti interessate che preveda la riorganizzazione dei settori. |