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Prende forma il ticket antismog ( o, come dicono a Londra, la pollution charge), il provvedimento annunciato già in campagna elettorale dal sindaco Letizia Moratti per scoraggiare l'uso delle auto più inquinanti. Partirà in autunno (la data certa ancora non c'é), avrà carattere sperimentale, si applicherà all'interno della cerchia dei Bastioni di Milano, dalle 7 alle 19 di tutti i giorni feriali e a pagare saranno circa 45 mila automobilisti. Le tariffe d'accesso ai 43 varchi che saranno installati nei prossimi mesi varieranno a seconda del potenziale inquinante tra i 2, i 5 e i 10 euro (auto diesel pre Euro e veicoli merci diesel fino agli Euro 2). Pagheranno anche i residenti all'interno della cerchia. Per loro, sono previsti però degli abbonamenti agevolati annuali di 50, 125 o 250 euro. Esentati invece motocicli, ciclomotori e i diesel Euro 4, ma con un limite di tempo: quando verranno omologati i filtri antiparticolato anche i propietari di questi automezzi dovranno adeguarsi. Secondo le previsioni, il traffico interno all'area dei Bastioni si ridurrà del 20% dimezzando così le emissioni allo scarico di polveri sottili. Allo studio la possibilità di dotare di pass a prezzi agevolati anche gli altri milanesi, in particolar modo chi deve lavorare all'interno dell'area regolamentata dai varchi. Un'altra indicazione emersa è quella di salvaguardare quanto più possibile lo shopping natalizio. Non è da escludere che il provvedimento possa subire uno stop nei giorni immediatamente a ridosso delle feste natalizie. Il punto più importante resta comunque quello relativo al potenziamento del trasporto pubblico. Le previsioni di cassa parlano di almeno 40 milioni di euro solo per il primo anno, tutti totalmente destinati al potenziamento della mobilità sostenibile. Saranno quindi intensificate le frequenze di tram (+13%) e di autobus (+20%) urbani e soprattutto i collegamenti tra capoluogo e hinterland (+27% nelle ore di punta e +51% nelle altre fasce orarie). Il dato, già di per sè importante, assume particolare rilievo soprattutto in considerazione dell'ultima analisi svolta da Eurispes Lombardia in approfondimento all'indagine nazionale dello scorso settembre sulla qualità della mobilità nelle province italiane. Lo studio sottolinea infatti come, a fronte di un 18,7% di intervistati che non ritiene affidabile il servizio pubblico, circa due milanesi su tre sarebbero disposti ad usufruirne se ci fossero collegamenti più efficienti. Secondo la ricerca, inoltre, circa la metà degli automobilisti di Milano passa in macchina almeno un'ora al giorno. Uno su quattro addirittura un'ora e mezza. Nella città per antonomasia dove il tempo è denaro, quasi una sorta di "immobilità insostenibile". |