Data: 11/07/2007
Testata giornalistica: Ansa
Tav: Governo conferma, per italia opera prioritaria

''La Tav non e' un'opera da paese dei sogni, ma una eredita' da lasciare ai nostri nipoti''. A dieci giorni dalla presentazione a Bruxelles del dossier sulla Torino-Lione, fondamentale per ottenere i finanziamenti europei per la sua realizzazione, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Fabio Gobbo, ha ribadito ai vertici della Ltf che, per il governo italiano, l'infrastruttura e' ''prioritaria''. Un concetto, quello del sottosegretario con delega al Cipe, espresso all'uscita della discenderia di Modane, dove la Tav non e' solo una linea rossa su una cartina. Qui dal luglio 2002, infatti, 150 persone lavorano 24 ore su 24, sette giorni la settimana, per scavare uno dei tre tunnel di servizio che gia' esistono in Francia. ''Sono rimasto impressionato da quello che ho visto - ha commentato Gobbo - e non solo per l'eccezionalita' dei lavori, ma anche per i tempi in cui sono stati realizzati''. In autunno, infatti, il tunnel di oltre 4 chilometri sara' completato. E da li' potranno poi essere calate le prime trivelle per la realizzazione del tunnel di base dell'opera. Italia permettendo, pero', visto che non si e' ancora deciso dove sbuchera' il tunnel da 53 chilometri che colleghera' Lione a Torino completando il corridoio 5 (Lisbona-Budapest). ''Dovete muovervi'', e' stato l'appello lanciato da Gobbo. ''L'intenzione dell'esecutivo - ha proseguito - e' di appoggiare al 100% la realizzazione della nuova linea. La nostra e' una scelta politica che non si appoggia ai modelli matematici, ma a una visione. Come quella che animo' Cavour quando venne scavata la prima galleria del Frejus''. Un esempio a cui ispirarsi per comprendere, secondo il sottosegretario, l'importanza dell'opera per il futuro dell'Italia e dell'Europa intera. ''Sono qui - ha continuato - proprio per testimoniare la volonta' politica del governo e la disponibilita' economica a realizzare l'opera. Non farla vorrebbe dire interrompere il circuito intermodale dell'Europa dei prossimi 100 anni''. Una presa di posizione che ha soddisfatto il presidente di Ltf, Francois Lepine: ''Abbiamo completato con molta serenita' il dossier da presentare all'Unione Europea - ha sottolineato - e, statene certi, arrivera' per tempo a Bruxelles''. Soltanto in questo modo, del resto, si puo' sperare nel contributo europeo: una somma di circa un miliardo di euro per la tratta internazionale, ovvero quella che collega l'Italia e la Francia, che servira' a coprire una parte dei 7 miliardi e 600 milioni di euro indicati in un primo momento come necessari alla realizzazione dell'opera. ''I cambiamenti di tracciati sul versante italiano - hanno fatto sapere i tecnici della Ltf - non costeranno certo di meno rispetto al progetto originario''. Non dovrebbero invece esserci ritardi nella entrata in funzione della linea, anche se da questo punto di vista i prossimi mesi saranno decisivi. ''Restano alcuni nodi delicati da affrontare nei prossimi tre o quattro mesi'', ha detto il presidente dell'Osservatorio tecnico sulla Tav, Mario Virano, senza sbilanciarsi sulla ipotesi del nuovo tracciato. ''Di sicuro - ha detto - l'uscita del tunnel di base non sara' piu' a Venaus. Ormai e' un luogo simbolo e contro i simboli e' sbagliato combattere. Potrebbe invece essere grosso modo all'altezza di Chiomonte. Dopo un viadotto, la linea dovrebbe passare con ogni probabilita' sulla sponda destra del fiume Dora ed entrare poi in una nuova galleria che sbuchera' tra Condove e Sant'Antonino di Susa. Li' finira' al tratta internazionale''. ''L'auspicio e' che al piu' presto - ha concluso Gobbo - anche in Italia possano essere aperti i primi cantieri''. Ma i tempi rischiano di essere ancora lunghi.

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