Data: 13/07/2007
Testata giornalistica: L'Unit
Pensioni, Epifani: Rifondazione faccia «un passo indietro»

«Abbiamo incontrato Rifondazione che ha avuto ultimamente un'attività molto intensa. Ora spero si fermi e torni come era all'inizio, ci lasci lavorare e portare avanti la trattativa». Insomma, il partito di Giordano faccia «un passo indietro». Così Guglielmo Epifani, segretario della Cgil: sui cinque grandi capitoli dell'accordo - dalle pensioni basse e ammortizzatori sociali «entrambi risolti» all'età pensionabile e poi giovani, mercato del lavoro e, tra queste, la questione del dibattito tra "scalone" e "scalini", e la definizione di «lavoro usurante» - il segretario della Cgil assicura che «io l'accordo lo voglio fare, questa è la nostra intenzione, il nostro obiettivo. Adesso dipende da Prodi».

Ma in realtà, chi cerca di allargare le maglie della categoria di lavori usuranti per Epifani è proprio Rifondazione comunista, che quantifica gli appartenenti in 48mila. Dal segretario della Cgil «nessun commento», ma considera questo numero eccessivo.

I sindacati forniscono l'assist al governo? Sulle pensioni, i tempi potrebbero essere maturi i tempi perché venga presentata una proposta di mediazione. Il presidente del Consiglio Romano Prodi che ha visto giovedì alcuni esponenti della maggioranza, vuole fare «il più rapidamente possibile»: lo scalone, ha ribadito, è «iniquo» e il suo superamento è peraltro scritto nel programma di governo che va rispettato. Anche il segretario dei Ds Piero Fassino si è detto convinto che ormai «siamo in fase di dirittura d'arrivo».

Da parte sua, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni invita, addirittura, il governo a non perdere altro tempo: «Questo "scalone" è diventato il luogo di contesa fra le diverse anime della maggioranza. Per questo dico a Prodi che deve dare l'avviso ai naviganti, prima che si apra una tempesta di mare perché "dopo" le scialuppe non potranno più navigare; quindi faccia presto».

In particolare, le parole di Bonanni sono state interpretate come un vero e proprio assist nei confronti del Governo e gli assist, ha poi commentato Prodi, «vanno sempre colti». Rifondazione Comunista, intanto, risponde a Epifani facendo sapere che «non c'è alcuna rigidità particolare»: il ministro Paolo Ferrero ha precisato che «non abbiamo particolari problemi di protagonismo egocentrico, vogliamo solo dare corso al programma su cui siamo stati eletti in Parlamento e su cui il governo ha vinto le elezioni. C'è solo la necessità di risolvere il problema, siamo ben contenti se viene fuori un buon accordo tra sindacati e Governo. Non abbiamo problemi di primogenitura».

La proposta del Governo consisterebbe nel superamento dello scalone, con l'introduzione di 'gradinì e di quote: vale a dire, dall'anno prossimo si andrà in pensione a 58 anni, nel 2010 a 59. Scatterà poi il meccanismo della quota 97, ossia un mix tra età anagrafica ed età contributiva. Verrebbero esclusi i lavori cosiddetti usuranti. Su questa posizione pesa invece il "no" di Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom Cgil secondo cui «se la proposta di Prodi corrisponderà alle indiscrezioni giornalistiche essa è totalmente inaccettabile, perfino peggiorativa dello scalone Maroni». I sindacati intanto attendono una convocazione formale a palazzo Chigi.

Sul fronte dei conti, infine, arrivano ottime notizie: l'Inps, ha reso noto il presidente dell'istituto Giampaolo Sassi, ha fatto registrare nei primi cinque mesi 3,8 miliardi di entrate in più.

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