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PESCARA. La Regione porta a casa da Roma il primo assegno di 297 milioni per ripianare i debiti della sanità. È l'effetto del via libera che i ministeri della Sanità e dell'Economia hanno dato alla prima verifica sull'attuazione del piano di rientro presentato dalla giunta Del Turco. E oggi il presidente della Regione Ottaviano Del Turco e l'assessore Bernardo Mazzocca illustreranno in una conferenza stampa in Regione le misure comprese nel piano, le risorse che saranno messe a disposizione e tutti gli adempimenti amministrativi deliberati fino a oggi sulla sanità (il governo ne ha esaminati 84). Dunque il primo passo è fatto, anche se arriva con un ritardo di quasi tre mesi: la prima verifica era prevista entro il 15 aprile, mentre per domani era in agenda la seconda verifica. E così via di tre mesi in tre mesi fino al 15 aprile del 2010 quando Regione e ministero dovrebbero registrare il primo bilancio in nero e quindi iniziare a predisporre il ritorno delle aliquote regionali di Irpef e Irap ai valori precedenti a quelli del giugno 2006. Il patto sottoscritto il 6 marzo scorso con il ministro della Salute Livia Turco sblocca a favore dell'Abruzzo risorse ferme dal 2001 al 2005 pari a 700 milioni di euro a cui si aggiungono altri 300 milioni di euro riservati alle regioni in difficoltà. Con il passaggio della prima verifica verrà erogato il 40% dei 700 milioni, dunque 297 milioni. La restante somma, secondo il piano sottoscritto, dovrebbe essere erogata entro il 31 luglio. L'esame è stato ritardato soprattutto da alcune richieste di approfondimento sul personale avanzate dal tavolo di monitoraggio. Il governo ha voluto esaminare le piante organiche delle Asl e capire se erano conformi al piano di riduzione dei costi del personale (l'1,4% in meno rispetto al costo del 2004 più un ulteriore risparmio di 11 milioni entro il 2009). Una politica di tagli che ha interessato tutte le regioni e ha messo in agitazione i sindacati che avevano proclamato uno sciopero nazionale della sanità per il 20 luglio. Sciopero rientrato proprio ieri dopo la firma dell'accordo tra ministro e sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. L'intesa prevede l'avvio di una fase di concertazione a livello regionale per studiare un percorso di graduale stabilizzazione del precariato.
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