Data: 16/07/2007
Testata giornalistica: L'Unit
Pensioni, settimana decisiva Giordano: accordo possibile. Il Prc: «Ma basta attacchi dai centristi»

Si apre una settimana decisiva per la riforma pensionistica. La trattativa al momento è ancora in una fase di stallo ma, dopo l'invito del segretario Cgil Epifani a Rifondazione a fare un passo indietro, si registra una professione di disponibilità all'accordo del segretario del Prc Franco Giordano. Il presidente del Consiglio alla fine della settimana scorsa ha fissato come base di partenza e confine invalicabile quello della copertura finanziaria degli interventi per il superamento dello scalone della riforma Maroni per adeguare a 60 anni l'anzianità di uscita dal lavoro dai 57 attuali.

Rifondazione comunista si dice pronta ad accettare la sfida sulle compatibilità finanziarie. Il Comitato politico nazionale del partito ha votato la linea proposta dal segretario Franco Giordano con una larghissima maggioranza: 90,1% dei presenti, anche se qualche ampio spazio vuoto in platea al momento del voto c'è stato. Sì dunque al ritocco e non abbattimento secco dello scalone con il meccanismo già noto della proposta del Prc (un solo scalino a 58 anni con vaste aree di esenzione: per i turnisti, i lavoratori "a vincolo" e quelli con 40 anni di contributi). La proposta Prc si gioca infatti sull'adeguamento della lista dei lavori usuranti, un elenco esteso ma che non inserirebbe intere categorie, andando a vedere nel dettaglio delle mansioni più gravose.

Il presidente del Consiglio vada avanti e non si faccia frenare dalle resistenze politiche - è l'appello del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, raccolto con una citazione testuale da Giordano nelle conclusioni - che verbalmente sono dirette contro di noi ma in realtà sono contro il sindacato, puntano a marginalizzarlo e alla fine a far saltare il Governo».Ferrero parla di «un'offensiva centrista» che rischia de destabilizzare il governo e minare al nascere il possibile accordo sulle pensioni. Perchè quanto alle risorse finanziarie necessarie alla copertura economica fino al 2012, Ferrero è disposto a scommettere che ci siano.

Farebbero parte di questa «offensiva centrista» sia il manifesto rutelliano, quello dei "coraggiosi" e anche il referendum elettorale maggioritario che Giordano definisce «di impianto neoautoritario, non a caso apertamente sponsorizzato da Confindustria», facendo evidentemente rifermento all'appoggio del presidente Luca Cordero di Montezemolo che sabato sera ha anche firmato ai banchetti della notte bianca dei referendari.

Quanto al progetto di un coordinamento più stringente con Sinistra Democratica, Verdi e Pdci, nelle sue conclusioni Giordano ha ribadito il percorsodell'unità a sinistra, con liste unitarie per le amministrative del 2008, «ma non ci vogliamo sciogliere», ha ripetuto ancora una volta, senza però convincere le minoranze, sia la corrente 2essere comunisti" che fa capo a Claudio Grassi, sia la "Sinistra critica" di Salvatore Cannavò ormai alle porte di una scissione. Sinistra critica ha anche votato un documento di minoranza sulle pensioni insieme alla corrente dell'Ernesto (che conta un senatore) e dal gruppo di Giorgio Cremaschi, documento che al comitato nazionale ha raccolto 22 voti.

Nel frattempo dai sottoscrittori del "manifesto dei coraggiosi", Tiziano Treu, presidente della Commissione lavoro del Senato, margheritino, sprona Prodi a decidersi per evitare un logorante duello tra sinistra e centro.«La questione delle pensioni va affrontata con determinazione, responsabilità e coraggio, Prodi questo lo sa bene- sollecita Treu - e sono sul tavolo proposte ragionevoli su cui si sta lavorando e che ci possono consentire di superare l`impasse», conclude Treu. «È una strada stretta, ma è l'unica da prendere per il futuro dell'Italia».

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