Data: 16/05/2006
Testata giornalistica: Il Centro
L'Aquila. Metropolitana, altra diffida al Comune. Spuntano i "pali" nel tratto finale Corti: «Modificato il progetto»

L'AQUILA. Il progetto definitivo, approvato dalla giunta, escludeva la realizzazione della linea aerea di alimentazione della tranvia nel tratto finale: da piazza dei Gesuiti ai Portici. Invece dal progetto esecutivo, presentato dal concessionario Cgrt e approvato dal settore Opere pubbliche, sono spuntati i "pali" anche nell'ultima parte del tracciato. A darne notizia sono stati Italia Nostra e il comitato di via Roma (nella foto) che hanno inviato un'altra diffida al Comune.
«Con questa "variante" contenuta nel progetto esecutivo» ha esordito il presidente di Italia Nostra, Fausto Corti, «viene annullata anche quella minima forma di mitigazione dell'impatto che l'opera sta producendo sull'assetto architettonico della città. E quindi prevedibile che di qui a poco dovremo assistere alla collocazione del pergolato metallico, già posizionato in periferia, anche di fronte a palazzo Pica-Alfieri, a fianco di palazzo Margherita e lungo tutta piazza Palazzo. Si tratta di opere non previste dal progetto definitivo, per cui si deve ritenere che siano state introdotte dal concessionario in sede di redazione (luglio 2005) del progetto esecutivo. Una cosa inacettabile dal punto di vista dell'impatto paesaggistico e in aperta violazione della legge Merloni, secondo cui il progetto esecutivo costituisce una mera cantierizzazione di quello definitivo. Come dire che al concessionario non era consentito modificare il progetto definitivo al cui contenuto era vincolato dalla convenzione stipulata con il Comune».
Ma non solo. Secondo Corti, che ha tenuto la conferenza stampa con i rappresentanti del comitato di via Roma, «il settore Opere pubbliche non poteva approvare un progetto esecutivo difforme rispetto a quello approvato dalla giunta e al quale - a loro volta - anche i funzionari erano inderogabilmente vincolati». Una conclusione rafforzata dal fatto che «gli enti preposti all'approvazione dell'opera ne hanno esaminato una versione che non prevedeva tali interventi e dunque diversa da quella che il concessionario Cgrt, con l'avallo del settore, intende seguire».
Da qui la richiesta di un immediato intervento della Soprintendenza, con tanto di «diffida al Comune a procedere nell'attuazione del progetto esecutivo della tranvia e a sottoporre il contenuto agli enti preposti, affinché esprimano il loro parere sulla nuova versione dell'opera. E chiediamo» ha concluso Corti «che vengano valutate le misure da assumere nei confronti del concessionario inadempiente, il quale non potrà avviare azioni risarcitorie in presenza di difformità del progetto esecutivo».
Intanto, il comitato di via Roma - fortemente critico anche nei confronti dell'opposizione «troppo silenziosa rispetto alla vicenda della metro» - ha annunciato la nomina di un perito «per accertare che le opere di scavo vengano eseguite con la massima cautela. Tutto come prescritto dal Tar e a tutela dei palazzi sottoposti a vincolo. E vogliamo anche la stipula di un'assicurazione sugli edifici».

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