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ROMA. Visto lo stato del debito pubblico italiano non c'è un tesoretto da spendere. Lo dice chiaramente Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia in una audizione sul Dpef. Dice anche altro: che occorre innalzare l'età media di pensionamento e che bisognava essere più coraggiosi nell'abbattimento del debito pubblico. E le sue parole sono lette come un severo monito al governo. Sulle stesse posizioni critiche anche la Corte dei Conti: «L'innalzamento dell'età pensionabile è ineludibile», dice il presidente Tullio Lazzaro. Per il centrodestra si tratta della sconfessione del Dpef e della politica economica del governo Prodi e che sarebbe meglio l'esercizio provvisorio. Per Rifondazione Comunista Draghi esprime una «posizione ideologica», mentre Walter Veltroni, sindaco di Roma e candidato segretario del Partito democratico, osserva come «Draghi abbia detto cose dure e difficili, ma vere e coraggiose. Bisogna guardare all'interesse del Paese». A seguire notizie poco rassicuranti sulla Finanziaria 2008. Sia Bankitalia che Corte dei Conti indicano in 21 miliardi l'importo della manovra comprensivo di correzione del deficit-Pil dello 0,7%, 11 miliardi e 300 milioni, di impegni già presi e di impegni che verranno. «Nessun tesoretto». «Con il nostro debito, un disavanzo strutturale del 3%, gli oneri cui dobbiamo far fronte per le prospettive demografiche, non esiste un tesoretto da spendere». Ovvero, spiega Draghi, i soldi dell'extragettito devono essere tutti impegnati ad abbattere il debito. Fieno in cascina. E' la politica del «fieno in cascina» in attesa dell'inverno, ovvero degli anni bui: «Gli interventi correttivi necessari a raggiungere il pareggio di bilancio - osserva il governatore di Bankitalia - sono rinviati al triennio 2009-2011: in particolare circa la metà è programmata per il 2011, ultimo anno della legislatura. La fase congiunturale favorevole avrebbe consentito di accelerare il riequilibrio dei conti». «L'esperienza dei primi anni di questo decennio - dice ancora Draghi - suggerisce di utilizzare le fasi favorevoli del ciclo per operare una decisa riduzione del disavanzo. Il rischio è di dover correggere in futuro, in condizioni cicliche più difficili, le scelte di oggi». Ombre e luci. La Corte dei Conti critica il Dpef. «E' una fotografia con ombre e luci. Il Documento è costruito tecnicamente meglio, complessivamente c'è un miglioramento dei conti pubblici, ma ci sono molte ombre perché il debito schiaccia l'economia». Tassi e interessi. E' Mario Draghi a spiegare quanto il debito affligga l'economia: «Per ogni aumento dell'1% dei tassi di interesse incide sul peso del debito pubblico per lo 0,2% il primo anno, per lo 0,5% il secondo e per lo 0,6% il terzo». Coraggio sulle pensioni. Tagliare il debito pubblico, da una parte, agire con coraggio sulle pensioni, dall'altro. Draghi ha le idee chiare: «Nella situazione demografica che si prospetta nei prossimi decenni solo scelte coraggiose volte a elevare l'età media effettiva di pensionamento possono consentire di erogare pensioni di importo adeguato. Noi non siamo contro l'aumento delle pensioni minime, ma chiediamoci quante tasse fovranno pagare i giovani nei prossimi anni per sostenere il sestema pensionistico come è». «Pensare di andare in pensione a 57 anni quando oggi una persona a 64-65 anni è nel pieno vigore - dice Lazzaro, Corte dei conti - è un controsenso». Pressione fiscale record. La pressione fiscale, osserva Draghi, ha raggiunto livelli record, passando dal 40,6 al 42,3%. Occorre, spiega il governatore di Bankitalia, «far pagare le tasse a tutti quelli che le devono pagare per poter diminuire le imposte ai contribuenti onesti». |