Data: 17/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Piano Prodi pronto entro tre giorni. Rifondazione comunista punta i piedi: il rinvio del pensionamento non deve riguardare i lavori usuranti

Il premier dovrà spiegare come il governo intende superare lo scalone

ROMA. Tra giovedì e venerdì il presidente del consiglio Romano Prodi avanzerà una proposta complessiva sulla riforma delle pensioni. E in particolar modo spiegherà finalmente ai sindacati come il governo intende superare lo "scalone" (il salto dai 57 anni attuali ai 60 dal primo gennaio con 35 anni di contributi, per la legge Maroni del governo Berlusconi).
Ieri dopo un vertice tra ministri a Palazzo Chigi, presenti anche quello dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa, quello del Welfare Cesare Damiano e il vicepresidente del consiglio Enrico Letta, l'ipotesi più accreditata era che il governo rinunciasse a dividere lo scalone in scalini di età ogni due anni e optasse per i 58 anni per legge a partire da gennaio, più un mix tra età pensionabile e anni di contributi a partire dal 2010. Però questa soluzione piacerebbe ai sindacati e a Rifondazione se venissero esclusi i lavori usuranti, dai turnisti ai lavoratori vincolati alle catene di montaggio. «Dove sono le coperture finanziarie per i lavoratori esentati dall'innalzamento dell'età pensionabile?» chiede Giuliano Cazzola, esperto di previdenza e vicino a Forza Italia.
Le altre ipotesi sul tavolo del governo prevedono che il mix tra età pensionabile e anni di contributi faccia una somma tra 95 a 97 dal 2010 in poi, quando comunque l'età pensionabile potrebbe partire da 59 anni per legge. Quindi due scalini, molto più graduati dello "scalone" che porterebbero entro due anni l'età pensionabile a 59 anni per lasciare poi il posto alla libera volontà dei lavoratori che devono raggiungere un mix stabilito e quindi andare in pensione anche prima di quanto stabilisce la legge.
Prc però nella commissione politica di due giorni fa ha dato via libera (con più del 90 per cento di consensi) ad una proposta di mediazione che parte da 58 anni dal primo gennaio prossimo, ma esclude dall'innalzamento obbligatorio i lavoratori usuranti, che, sempre secondo Prc, dovrebbero contenere anche i maestri elementari e i professori di scuola media. Dall'altra parte, Lamberto Dini ha invitato il premier a non cercare mediazioni con Prc e a prendere in considerazione equilibri politici diversi, con perno sulla Margherita e non sui dissidenti di sinistra.
In serata è apparso chiaro che chi voleva chiudere subito, cioè entro la settimana, la partita «pensioni», erano quelli che chiedevano una stabilità di governo. Come il verde Paolo Cento che ha più volte dichiarato la disponibilità della propria compagine ad un accordo subito: «Si potrà guardare con più fiducia al futuro del governo e della maggioranza, mettendo fuori gioco gli estremisti di centro che vogliono far saltare il quadro politico».
Oggi pomeriggio, i tecnici dei sindacati e del governo cercano di far quadrare il cerchio delle richieste. Dini si riserva di dare il proprio consenso solo una volta che è venuto a conoscenza della proposta completa. Il capogruppo di Prc al Senato Giovanni Russo Spena avverte a proposito delle pressioni che sta facendo il centro: «Se Prodi si lasciasse condizionare da queste pressioni e rinunciasse ad un accordo vicinissimo non solo commetterebbe un grave errore ma darebbe anche prova di autolesionismo. Non credo che sarà così».

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