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I sindacati puntano il dito contro l'Aca, «una società con 195 dipendenti e 5 dirigenti - attacca Paolo Castellucci della Cgil -. La Brioni ne ha 3 ma con mille lavoratori. All'Aca ci sono anche 67 impiegati e 119 operai ovvero un impiegato ogni due operai». A preoccupare Cgil, Cisl e Uil sono i conti aziendali. «I debiti verso le banche sono passati dai 14 milioni del 2005 ai 28,6 del 2006 - precisa Umberto Coccia della Cisl - quelli verso i fornitori da 9,3 milioni a 16,4». «L'Aca ha chiuso per la prima volta un bilancio con un attivo di 241mila euro mentre i 7 membri del Cda ne costano 420mila ed altri 50mila se ne vanno per i l collegio sindacale - aggiunge Castellucci - in media quasi 5mila euro a testa al mese, alla formazione del personale appena lo 0,2%». Il sindacato propone una riforma dei cda con l'inclusione delle associazioni dei consumatori come osservatori. Il presidente dell'Aca Bruno Catena replica: «I nostri compensi sono definiti dalla legge, con la riforma della finanziaria il prossimo cda sarà composto da soli tre membri». Il consiglio ha quattro perosne in scadenza Ezio Di Cristoforo, Giuseppe e Gabriele Esposito, tutti e tre della Margherita e Gaetano Cuzzi dello Sdi. Sull'Aca interviene anche il consigliere comunale e provinciale della Margherita, ormai sempre più vicino a dichiararsi indipendente, Lorenzo Cesarone. «Proporrò l'azzeramento dei cda delle public company per affidarne la guida ad un dirigente. Così si combattono i costi della politica». Tusio De Juliis, operatore umanitario, afferma che «con la gestione dell'acqua si creano feudi elettorali e gli utenti pagano gli sprechi». Sulla vicenda del presunto inquinamento di alcuni pozzi d'acqua che riforniscono le reti Ato e Aca il presidente del Wwf, Dante Caserta, annuncia una conferenza stampa sabato in risposta al presidente dell'Ato Giorgio D'Ambrosio, mentre l'Arco esprime «fiducia fino a prova contraria nella qualità dei servizi di controllo dell'Arta». |