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ROMA - E' quasi pronta la convenzione unica tra Autostrade e l'Anas. Ovvero il nuovo quadro contrattuale che dovrà regolare i rapporti tra concedente e concessionario. Frutto di intensi contatti tra l'amministratore delegato della società, Giovanni Castellucci, ed il numero uno dell'Anas, Piero Ciucci, potrebbe essere esaminato già oggi nel consiglio di amministrazione di Atlantia, la holding che controlla Autostrade, e ottenere una prima valutazione. La convenzione unica avrà un valore ricognitivo, non modificando nella sostanza la vecchia concessione. Ma entriamo nei dettagli della bozza allo studio. Solo una parte dell'aumento tariffario sarà legato all'effettiva realizzazione delle infrastrutture. Sulla tariffa incideranno anche i volumi di traffico e altri parametri (inflazione, ecc..) già previsti dallo schema generale messo a punto da Di Pietro. Anche il ritorno degli investimenti sarà lievemente inferiore rispetto alle precedenti previsioni. Inserite nella nuova disciplina le possibili sanzioni in caso di inadempimenti imputabili a ritardi dell'azienda nell'esecuzione dei lavori. Allo schema manca però un punto centrale. Che sta particolarmente a cuore agli azionisti di Autostrade. I Benetton hanno insistito fino all'ultimo, sia in sede europea che con l'Anas, per ottenere che nella nuova convenzione fosse inserito un codicillo: poche righe per mettere nero su bianco che per il passaggio delle concessione non è necessaria l'autorizzazione del ministero. Insomma, Ponzano Veneto vuole avere mani libere. Del resto proprio la necessità dell'autorizzazione, a suo tempo negata da Di Pietro per la fusione con Abertis, è lo snodo fondamentale per le strategie future. La società vuole eliminare questo vincolo che rappresenta invece per l'ente regolatore un punto irrinunciabile «per salvaguardare l'interesse pubblico» ed evitare svendite del sistema autostrade italiano. Le difficoltà a superare questo scoglio - che per ora sembrerebbe non negoziabile - potrebbe far slittare l'ok alla rinnovata cornice regolamentare. In attesa della ricerca di un compromesso. O di una clamorosa rottura. Il contenzioso con il ministero è infatti apertissimo. |