Data: 21/07/2007
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Filovia, a rischio il finanziamento

Chi riteneva che la partita della filovia da realizzare sulla cosiddetta strada parco fosse definitivamente chiusa, si sbagliava. Un nuovo capitolo si apre in questa vicenda condita da tante ambiguità e riserve mentali, soprattutto dalla mancanza di chiarezza e di coraggio da parte delle pubbliche amministrazioni coinvolte e di chi le rappresenta. Nessuno se l'è sentita a suo tempo di assumersi la responsabilità di dire no a un impianto del costo di 31 milioni di euro, ritenuto da alcuni impattante, per cui si è arrivati all'appalto e all'assegnazione dei lavori alla ditta vincitrice, la Balfour Beatty. Ora che si è pervenuti al progetto esecutivo, ecco la decisione, presa nel corso di un incontro alla Regione, di modificare, se possibile, il progetto: invece dei grandi filobus, mezzi più piccoli e, in ogni caso, non inquinanti. D'accordo i sindaci di Pescara e Montesilvano, D'Alfonso e Cordoma, d'accordo il presidente della giunta regionale Del Turco e il presidente dell'ente appaltante, la Gtm (Gestione trasporti metropolitani), Donato renzetti. Ma si tratta davvero di una soluzione praticabile o dell'ennesimo tentaivo di rinviare la soluzione a tempo indeterminato anche perchè a Pescara, nella prossima primavera si terranno le elezioni amministrative e qualcuno vuolte tenersi buoni quei cittadini che chiedono di lasciare la strada parco a esclusivo uso di pedoni e ciclisti? Di fronte al nuovo stop c'è il rischio concreto che sull'appalto si rovesci una valanga di ricorsi con il risultato di perdere definitivamente il finanziamento ministeriale . Anche ammettendo che la Balfour Beatty accetti la modifica del sistema di trasporto con l'utilizzzo di mezzi più piccoli e non alimentati da elettrciità (quindi niente fili né paline), come si comporteranno le altre ditte concorrenti che hanno partecipato alla gara? E fin troppo facile argomerntare che se passasse questa linea le altre imprese potrebbero obiettare che sono mutate le condizioni iniziali poste dal bando e quindi si sarebbe determinata a posteriori una palese disparità. Di questi rischi sono ben consapevoli le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) che in una nota manifestano il loro disappunto per non essere state consultate: «Non tollereremo in alcun modo che si arrivi alla perdita del finanziamento pubblico ovvero che ci siano ricadute sulla collettività e sul bilancio regionale a seguito delle penali previste in caso di mancato affidamento dei lavori nei termini fissati dal capitolato».

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