Data: 22/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
L'accordo sulle pensioni. Rizzo (Pdci): «Peggio di Maroni, per il sindacato sconfitta epocale»

L'intervista. «C'è una svolta moderata nel centrosinistra, ma in autunno tireremo le somme...»

ROMA. «Peggio della riforma Maroni, indigeribile». Il giudizio di Marco Rizzo sull'accordo sulle pensioni non lascia spazio a equivoci. La stroncatura è totale. Il coordinatore nazionale del Pdci boccia l'accordo, il sindacato che l'ha sottoscritto, il governo e la sua «svolta moderata» e perfino quella parte della sinistra che l'ha approvato. Anzi avverte che questo potrebbe affossare qualsiasi riunificazione a sinistra. E non esclude che il Pdci possa votar contro in Parlamento, anche a costo di far cadere il governo Prodi.
Innanzitutto: perché dite no all'accordo?
«Perché diluisce in un breve tempo quello che era la riforma Maroni, ma per alcuni aspetti la peggiora. Tanto per cominciare: la riforma di Maroni introduceva la soglia dei 62 anni nel 2014 (e dopo una verifica), l'accordo attuale prevede "quota 97" nel 2013. E cioè l'innalzamento a 62 anni un anno prima della riforma Maroni, a meno che non si aumentino gli anni di contributi a 36, ma il discorso ovviamente non cambia. E lo stesso succederà nel 2011 con la "quota 96". Altro punto grave è quello relativo ai coefficienti che servono per il calcolo della pensione. Si introduce la triennalizzazione della revisione che prima non c'era. Una scala mobile al contrario per le pensioni. E per cominciare si parla di una riduzione dei coefficienti dal 6 all'8 per cento. Poi hanno ridotto le finestre da 4 a 2 per chi ha 40 anni di contributi, e questo ora varrà anche per le donne che prima erano escluse».
Però l'accordo esclude una vasta platea di lavoratori impegnati nei cosiddetti lavori usuranti.
«Anche su questo punto «Repubblica» questa mattina (ieri, ndr) ha svelato l'inganno. E' vero che i lavoratori impegnati nei lavori usuranti sono un milione e 400mila, ma quelli che effettivamente usufruiranno dell'esclusione saranno appena 5 mila l'anno ed è una cosa che andrà ad esaurirsi. Insomma, l'età pensionabile aumenta per tutti prima della riforma Maroni!».
Perché il sindacato avrebbe sottoscritto l'accordo?
«Non lo so, ma di certo sarà un disastro per la rappresentatività sociale e per il sindacato. Una sconfitta epocale».
Diliberto sostiene che Epifani è stato costretto a firmare sotto il ricatto della caduta del governo.
«E questo la dice lunga sull'autonomia del sindacato dalla politica».
Problemi anche per la maggioranza di governo?
«Per il centrosinistra è la consacrazione di una svolta definitivamente moderata che vuole schiacciare la sinistra radicale, che d'altra parte si trova dimezzata».
Stiamo parlando, immagino, di Mussi e Pecoraro Scanio che hanno apprezzato l'intesa. L'accordo rappresenta dunque anche un ostacolo al processo di riunificazione della sinistra?
«Mussi ha detto che questo accordo è "ottimo". Le stesse parole che ha usato Padoa-Schioppa. Come faccio io ad allearmi con Padoa-Schioppa? La sinistra unita ha senso solo se ottiene dei risultati, e questa avrebbe dovuto essere la prima battaglia, ora sarà invece lo spartiacque».
Avete già annunciato "battaglia" in Parlamento, ma se l'accordo arrivasse al voto così (come del resto è probabile) che cosa farete?
«È la legge peggiore che si potesse avere. Lo scalone è diluito per pochi, ma peggiorato per tutti dal 2011. Il giudizio è totalmente negativo».
Insisto. Siete pronti a votare contro in Parlamento, sapendo che un vostro voto contrario (e magari anche di Rifondazione) farebbe cadere il governo?
«Intanto vedremo dopo la battaglia di settembre, poi decideremo. Certo è che oggi quest'accordo è totalmente indigeribile».

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