Data: 22/07/2007
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Ecco la città che verrà

COME è cambiata Pescara e come dovrà ancora cambiare. È tutto scritto nel Rapporto Pescara, la pubblicazione promossa per il quarto anno consecutivo dal Comune che stasera la presenterà, alle ore 20, all'ex Aurum, alla presenza del sottosegretario Enrico Letta. Dal Rapporto è chiarissimo che si tratta di un primo bilancio dell'attività della giunta D'Alfonso, dal 2003 ad oggi, e di una bozza di programma di lavoro per gli anni a venire. La prima parte del Rapporto è proprio dedicata agli scenari futuri che la città dovrà affrontare per crescere in un'ottica locale ed europea, ma uno dei punti cardine del Rapporto è legato agli interventi realizzati, tutti finalizzati al "recupero estetico e funzionale della città in vista del suo rilancio economico". Nel 2006 sono state finanziate 48 opere di cui 23 già aggiudicate-affidate, mentre nel biennio 2004-2006 sono stati 281 gli interventi di riqualificazione urbana, con 640mila metri quadri di manto stradale riqualificati e 190mila metri quadri di marciapiedi sistemati. Quanto alle fonti di finanziamento per le spese di investimento, nel 2006 si è fatto ricorso alla Cassa depositi e prestiti per 19milioni 659mila euro di mutuo, i fondi propri utilizzati sono stati 830mila euro, i finanziamenti statali e regionali 8 milioni e 176mila euro e i finanziamenti dei privati oltre un milione di euro. Il dato relativo all'andamento dell'economia della città di Pescara indica una crescita, per il 2006: al 31 dicembre le imprese attive erano 12.234, cioè 90 in più rispetto al 2005, con un incremento dello 0.74 per cento. Come in passato oltre il 60 per cento delle imprese opera nel commercio, nelle costruzioni e nelle attività artigianali manifatturiere. Ma di strada da fare ce n'è ancora tanta se davvero Pescara vuole conquistare un ruolo di primo piano a livello regionale ed extra-regionale, e il primo imperativo è fare sistema con i territori limitrofi. Uno dei nodi centrali da affrontare è quello della mobilità e dei trasporti: si deve pensare alla cooperazione di area vasta, alla centralità del trasporto pubblico, ad una nuova politica della sosta: vanno creati legami sempre più forti tra il porto commerciale di Ortona, il porto passeggeri e l'aeroporto di Pescara, le aree per la logistica a Chieti scalo, l'interporto di Manoppello - dice il Rapporto. Il sistema di mobilità va basato sul trasporto pubblico su ferro e bisogna drenare il traffico pendolare ai margini dell'area metropolitana realizzando piastre di scambio gomma-ferro sia per il passaggio da auto a treno sia per quello bus-treno, e poi istituire parcheggi di scambio a basso costo all'esterno della città, con parcheggi "salati" nelle aree centrali. Un'altra strada da seguire è quella di "sviluppare le politiche dell'accoglienza e ridisegnare gli spazi pubblici, con la creazione di nuove attrezzature urbane" per la cultura, lo sport ed il tempo libero. Su quattro fattori preoccupanti, poi, va tenuta alta l'attenzione, e cioè il disagio dei minori, le persone senza fissa dimora, l'integrazione degli immigrati, i quartieri periferici troppo marginalizzati. Da sfruttare alcune occasioni importanti come il Forum delle Città dell'Adriatico e dello Ionio, i programmi comunitari, i Giochi del Mediterraneo, e serve un impegno per i corridoi 5 ed 8 e per la realizzazione delle reti delle autostrade del mare. Nel campo culturale non è sufficiente - si legge nel Rapporto - recuperare delle strutture esistenti o creare nuovi spazi, ma bisogna ingegnarsi per far crescere la domanda e attrarre a Pescara un pubblico esterno. F.B.

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