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Il Comune potrebbe essere chiamato a rispondere in sede civile delle conseguenze dell'inquinamento atmosferico
Pescara. Il Comune di Pescara potrebbe essere chiamato a rispondere, in sede civile, dei danni causati dall'inquinamento atmosferico provocato dal traffico. Un rischio concreto come quello che corrono parecchi cittadini pescaresi che vivono in zone in cui gli scarichi delle auto appestano l'aria e provocano malattie non solo dell'apparato respiratorio. A denunciare per l'ennesima volta l'aggravarsi della situazione ed a mettere in guardia l'amministrazione comunale, responsabile della mancata attuazione di provvedimenti tesi a ridurre il numero delle auto che arrivano in città, è il prof. Glauco Torlontano, illustre ematologo e consigliere comunale, firmatario di una serie infinita, e ahimè inascoltata, di interrogazioni e mozioni sull'argomento. «Ormai -ha ricordato Torlontano - sono circa 130mila le auto che ogni giorno arrivano in città e l'attraversano. Tanti i provvedimenti suggeriti, ma finora poco o nulla è stato fatto. Tra un paio d'anni, continuando di questo passo, avremo la paralisi totale della circolazione in città mentre aumentando le malattie causate dall'inquinamento atmosferico con conseguenze gravi non solo su polmoni, bronchi, cuore, ma anche sulle difese immunitarie rese più deboli dai fattori inquinanti come il biossido di azoto e il Pm10 (polveri sottili), solo per citarne alcuni». Gli ultimi dati diffusi dall'Arta (Agenzia regionale per la difesa dell'ambiente) sono allarmanti: il limite del Pm10 è stato superato 65 volte in via Firenze e quaranta nella zona del teatro D'Annunzio e in piazza Grue mentre la soglia è di 35 giorni. Ma nessuno sembra preoccuparsi più di tanto e le leggi in materia non vengono fatte rispettare. «Pe ridurre il flusso delle auto in città - dice Torlontano - è necessario realizzare i parcheggi di scambio di cui tanto si parla, ma che rimangono ancora sulla carta. Va contemporaneamente incentivato l'uso del mezzo pubblico. A tal proposito dovrebbero entrare in funzione diverse decine di bus a metano, ma è necessario predisporre prima un distributore al servizio della Gtm e dell'Arpa». Alcuni provvedimenti, anche se non risolutivi, potrebbero essere attuati subito, come più volte ha sottolineato lo stesso Torlontano: lavaggio delle strade, utilissimo contro il Pm10; controllo dei motorini e degli altri mezzi "truccati", tra i maggiori responsabili dell'incremento dell'inquinamento atmosferico; la disciplina degli orari e delle sedi di sosta dei furgoni commerciali. Ma per cambiare rotta dovremo attendere davvero l'inizio di un contenzioso giudiziario che vedrebbe contrapposti cittadini e Comune? |