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PESCARA. Scatta l'allarme ozono e micropolveri a Portanuova. Sabato e domenica le centraline di rilevamento dell'aria dell'Arta hanno registrato il superamento dei limiti al teatro D'Annunzio e in piazza Grue. «Aria pessima» il giudizio sulla qualità dell'aria rilevata per sabato e domenica nelle due aree cittadine, mentre in tutte le altre centraline presenti (via Firenze, viale D'Annunzio, corso Vittorio Emanuele e via Sacco) il giudizio complessivo scaturito dalle analisi su benzene, micropolveri, biossido di azoto e anidride carbonica è stato «scadente». La temperatura africana che si è susseguita per diversi giorni sulla costa e l'aumento di traffico in alcune zone della città stanno determinando anche il continuo superamento dei limiti di legge delle sostanze nocive presenti nell'atmosfera di Pescara. L'Arta, che oggi pubblicherà i dati dell'aria rilevati ieri, ha calcolato ad esempio che in piazza Grue e in via Firenze per 39 volte dall'inizio dell'anno sono stati superati i limiti delle micropolveri (Pm10). L'ennesimo risultato negativo per l'aria pescarese spinge le segreterie provinciali dei sindacati dei trasporti a ritornare sul problema della mobilità collettiva nell'area metropolitana e sulla necessità di avere una filovia che abbatta l'inquinamento in città. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil - escluse dal vertice della Regione con i sindaci di Pescara e Montesilvano sull'appalto dei lavori della filovia - in un comunicato si sono dichiarati «seriamente preoccupati e sconcertati» nell'assistere «a un reale tentativo del presidente della Regione Abruzzo di prevaricare le legittime aspirazioni di tutti i cittadini dell'area metropolitana, dando spazio esclusivamente ai propositi di associazioni e di politici locali che vorrebbero essenzialmente azzerare tutto, come se finora si fosse scherzato». Secondo i sindacati, «affermare oggi, a ridosso dell'affidamento dei lavori per la costruzione della filovia, di voler cambiare progetto e destinazione d'uso dei finanziamenti, esercitando pressioni sia sul Governo che sulla ditta appaltatrice, è davvero poco credibile. Così come è scorretto, da parte di chi assume responsabilità di governo, a tutti i livelli, rifugiarsi nella comoda posizione di coloro che sostengono di "aver ereditato da altri il progetto"». |