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ROMA. Non è del tutto convicente nè per i sindacati nè, tantomeno, per la Confindustria il protocollo sul welfare e gli incentivi presentato ieri dal governo. Guglielmo Epifani (Cgil) si è opposto durante la trattativa e poi lo ha ripetuto ai giornalisti all'azzeramento della sovracontribuzione aziendale dello straordinario, «perchè è contro l'occupazione giovanile». Ieri notte seduta straordinaria del direttivo della Cgil che, secondo il suo segretario generale, «darà un parere articolato». Stando alle sue previsioni bisogna stare attenti anche ad abolire lo staffleasing, perchè comunque gruppi di operai avevano mesi di occupazione. Anche la Confindustria ha preso tempo. Alberto Bombassei, vicepresidente della Confindustria, ha detto in una breve conferenza stampa: «La nostra posizione sull'accordo sulle pensioni è abbastanza critica» e il giudizio dovrà tener presente dell'intero pacchetto di misure. Resta però che le misure di cambiamento della legge Biagi non hanno preso in contropiede gli imprenditori che almeno su quello «danno un giudizio parzialmente positivo». Gli industriali temono di doversi sobbarcare qualche altra spesa per l'abolizione dello «scalone» (il salto dai 57 ai 60 anni che il precedente governo aveva voluto per legge a partire dal primo gennaio). Mentre l'esecutivo della Cisl si è presentato con una votazione unanime di assenso all'intesa (le misure contenute nel protocollo di ieri erano già note ai vertici sindacali), Luigi Angeletti (Uil) ha così giustificato la sua firma: «Ci sono cose che ci piacciono e altre che non ci piacciono. La parte sulla previdenza è importante per le future pensioni dei giovani di oggi. E alla fine ci siamo convinti che era più conveniente sottoscrivere l'accordo». Angeletti ha confermato che ci sarà il referendum, ma che a suo parere, il giudizio dei lavoratori sarà positivo. Per Raffaele Bonanni (Cisl) è una soluzione condivisa con la concertazione, «pronti a firmare nelle prossime ore». Nel protocollo sale al 5 per cento della retribuzione annua, oggi al 3 per cento, il tetto del premio aziendale ammesso agli sgravi decisi dal governo per incentivare la contrattazione di secondo livello. Per il triennio 2008-2010 si prevede che le imprese riceveranno uno sgravio contributivo del 25 per cento mentre i lavoratori riceveranno uno sgravio pari ai contributi previdenziali a loro carico. Per attuare lo sgravio è previsto un fondo triennale 2008-2010 finanziato con 160 milioni di euro per anno, 100 per la contrattazione aziendale e 60 milioni per la territoriale ogni anno. Il ministro dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa ha cercato di tranquillizzare la Confindustria affermando che il testo «andrà inserito nel quadro della compatibilità delle risorse». Per il premier Romano Prodi c'è un sostanziale accordo «sul protocollo con le imprese e le parti sociali». Damiano ha aggiunto che «il testo non è emendabile». |