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PESCARA. Treni bloccati per ore sulla linea Adriatica e su quella per Roma; statale Tiburtina chiusa da Manoppello così come lo svincolo dell'A25 per Bussi sul Tirino, dove le fiamme hanno lambito minacciosamente il Polo chimico. Per oltre tre ore è stata chiusa la ferrovia Pescara-Roma per un incendio divampato sul tratto Scafa-Piano d'Orta che ha rasentato i binari per diverse centinaia di metri. I treni sono rimasti bloccati per oltre due ore a Bolognano. Si sono così accumulati ritardi anche di cinque ore su tutta la tratta che va da Sulmona a Pescara. L'Eurostar per Bari, con 650 passeggeri a bordo, dopo essersi fermato per due ore Pescara è ripartito alle 16,30 per poi restare bloccato altre quattro ore a Fossacesia, in una stazione senza bagni né bar. La Misericordia di Pescara e i vigili del fuoco hanno assistito i passeggeri distribuendo ben 20 pancali di acqua minerale. Chiusa per oltre sei ore anche l'autostrada A-25 in entrambe le direzioni per Roma e per Pescara. Un denso fumo nero ha invaso le carreggiate nei pressi di Scafa, creando un serio pericolo per la circolazione. Il traffico è stato deviato sulla Tiburtina Valeria, dall'uscita di Scafa-Alanno e, nella direzione opposta, dalle uscite di Bussi-Popoli e Torre de' Passeri. In questi caselli si sono formate code di circa due chilometri. La Tiburtina Valeria per tutto il pomeriggio è stata interessata da un traffico intensissimo, ma in serata è stata chiusa all'altezza di Manoppello. Le fiamme hanno lambito anche i versanti montani che delimitano la media Val Pescara. Il rogo più esteso che ha creato più danni è stato quello di Lettomanoppello. Da lunedì mattina fino a ieri, ha inghiottito con le fiamme, di circa trenta metri di altezza, centinaia di ettari di bosco montano, arrivando a lambire gli alberghi della località turistica di Passolanciano. Gli uomini della protezione civile e i vigili accorsi sul posto per combattere gli incendi hanno raccontato che c'erano fiamme talmente alte da non consentire a nessuno di avvicinarsi a meno di 500 metri. Il fronte del fuoco si è propagato dalla località di Santo Spirito a Maiella, nel Comune di Roccamorice, interessando il versante montano fino a Macchia Metola. Ha messo a rischio gli eremi celestiniani di Santo Spirito e di San Bartolomeo. Le lingue di fuoco sono arrivate fino a Fonte del Papa, a Lettomanoppello, raggiungendo anche il colle di Abbateggio. Qualche chilometro più su, le fiamme hanno invaso le contrade di San Tommaso e Scagnano, nel Comune di Caramanico Terme. Sulla sponda sinistra del fiume Pescara, il fuoco non ha dato tregua al monte Castiglione, di Bussi sul Tirino, arrivando a minacciare i ripetitori televisivi di Pietra Corniale. Mentre, nel versante interno, gli incendi hanno minacciato la centrale Turbogas e la fabbrica della Solvay. Per consentire le operazioni di spegnimento nella massima sicurezza, l'Enel ha sospeso l'erogazione dell'energia elettrica. Il cielo, denso di fumo nero e maleodorante, è stato solcato per tutta la giornata da un via vai di Canadair, dai potenti elicotteri Ericson della Forestale e di quelli della Protezione civile. Intanto, nella prima mattinata di oggi arriveranno a Bussi anche tre squadre di volontari della Protezione civile del Veneto. Sono stati avvolti dalle fiamme, infine, i territori di Castiglione a Casauria, di Pescosansonesco e di Pietranico. Nella contrada di Cervarano, alcuni contadini hanno arginato le fiamme intervenendo con gli aratri per arrestare il fuoco. |