Data: 26/07/2007
Testata giornalistica: L'Unit
«Si deve cambiare il protocollo». Welfare, Epifani al governo: «Caro Prodi, così non va»

«Confermiamo la nostra contrarietà sulla parte dell'accordo relativa al mercato del lavoro e alla decisione di azzerare ogni contribuzione aggiuntiva sullo straordinario». La Cgil ha bocciato la parte del protocollo presentato dal governo il 23 luglio scorso sul pacchetto lavoro e accusa l'esecutivo di aver cambiato a sospresa, il testo definitivo pochi minuti dell'incontro con il sindacato. Lo afferma il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, in una lettera inviata al premier Romano Prodi, nella quale chiede se il protocollo è sottoscrivibile solo per parti o per intero.

«Caro Prodi così non va», è il ragionamento del segretario generale della Cgil che pone al presidente Prodi tre questioni sul protocollo che riforma il Welfare, chiedendo un intervento e un cambio di rotta.

C'è prima di tutto un problema di metodo. Epifani, in pratica, dice a Prodi che non si possono cambiare gli accordi presi. Spiega un dirigente della Cgil che ha avuto modo di confrontarsi sul testo: «Se sotto la pressione di Confindustria cambi idea, puoi farlo, insomma, ma te ne assumi la responsabilità, ce lo devi dire prima. Insomma, da parte di Prodi c'è stata una scorrettezza metodologica».

La seconda questione - più delicata - è di merito. Alla Cgil «non va bene tutto il capitolo sul mercato del lavoro e nemmeno l'azzeramento della sovra-contribuzione dello straordinario. Anche qui - spiega il dirigente della Cgil - rispetto alle percentuali previste si era deciso di scendere al 5 per cento. Poi nel testo finale abbiamo trovato l'azzeramento.... a noi non va bene».

A bloccare la concertazione potrebbe essere, infine, la questione «formale, ma sostanziale» di come vengono sottoscritti gli accordi dai soggetti coinvolti nel tavolo. «Ci risulta - spiega lo stesso dirigente della Cgil - che la Confindustria voglia firmare per parti separate. Bene, se si stabilisce questo, deve essere chiaro che anche la Cgil si riterrà libera di firmare per parti separate. Le regole devono valere per tutti».

«Con Epifani solo incomprensioni che supereremo», replica il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, al leader della Cgil, per il quale così «la concertazione è finita... da settembre il confronto sarà forte e serrato».

«Credo che non ci siano, però, né le intenzioni né le possibilità di correggere il protocollo sullo Stato sociale da parte del governo. In questo accordo ci sono tante cose buone e c'è qualcosa che non va agli occhi della Cgil. Spero che con più calma si guardi all'insieme dell'operazione».

Sulla vicenda interviene anche il ministro del Lavoro e artefice del protocollo Cesare Damiano. «Sono polemiche del tutto infondate. Bisogna seguire la tradizione: il governo ha trovato un'intesa con le parti sociali su un protocollo articolato. Quell'accordo è un accordo e quindi come tale non può subire modifiche. Almeno che questo non sia convenuto con le parti. Nulla vieta - spiega il ministro - che il Parlamento faccia la propria parte. Tutto si può modificare, sempre meglio però migliorare le cose e non peggiorarle...».

Il ministro Fabio Mussi, contrario al protocollo come tutta la sinistra dell'Unione, ha scritto a Walter Veltroni. «Ti chiedo un atto politico, da candidato alla segreteria del partito democratico, in elezioni primarie dove votano anche i sedicenni: rappresenta davvero i giovani, esprimiti contro, chiedi che il Protocollo venga modificato. Sarebbe apprezzato. Io, apprezzerei». «Ieri - premette Mussi - hai voluto riconoscere che ho preso una «posizione coraggiosa» sulle pensioni. Io penso che dire - sempre - quel che si pensa, senza secondi fini, non sia un atto di coraggio, ma di moralità. Comunque ti ringrazio. Vorrei ora chiederne uno a te».

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