Data: 26/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Welfare, la Cgil all'attacco. Epifani scrive a Prodi: ci va bene solo una parte dell'intesa. Mentre secondo Padoa-Schioppa «la City di Londra applaude ai nostri accordi»

Montezemolo bacchetta il sindacalista e Mussi rispedisce al mittente la mano tesa di Veltroni

ROMA. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa assicura che la City di Londra applaude ai nostri accordi su pensioni e Welfare e ci esorta «a continuare così». Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha scritto una lettera a Prodi in cui chiede di poter sottoscrivere solo una parte dell'accordo, e non quello relativo alla reiterazione dei contratti a termine (che sarebbe possibile dopo 36 mesi all'ufficio del lavoro con la presenza di un sindacalista) e alla cancellazione del sovracarico degli straordinari a favore delle imprese.
Testualmente la lettera critica della Cgil dice: «C'è una contrarietà sull'apporto relativo al mercato del lavoro e alla decisione di azzerare ogni contribuzione aggiuntiva sullo straordinario». La Confederazione di Epifani invoca il fatto che simili decisioni non sono state contrattate: «La scelta del governo di presentare su tali punti un testo non visto in precedenza nella stesura definitiva, se non pochi minuti prima dell'incontro apre, per quello che riguarda la Cgil, un evidente problema di merito trattandosi di materiale strettamente attinenti alla dimensione contrattuale del sindacato». E casomai il testo fosse poco chiaro, Epifani annuncia che a settembre si farà sul serio. «All'ultimo momento le proposte del governo sono cambiate: il governo ha sentito la Confindustria. Questo è stato uno sgarbo nei confronti della Cgil. Da settembre il confronto sarà assolutamente forte e serrato». E ancora: «Il protocollo è una somma di interessi parziali più che un interesse generali. Per i contratti a termine, ad esempio, non ci sono le causali che li giustificano, nè è chiara la base su cui definire i tetti sul totale degli addetti». Insomma, la concertazione è finita. La Confindustria invece, che ieri ha convocato una riunione straordinaria, conferma il «sì» alle misure sulla competitività, ma, dall'altra, esprime perplessità sulla parte che riguarda le pensioni. E il presidente Luca di Montezemolo afferma che «se uno crede nel dialogo e nella concertazione ci deve credere fino in fondo». L'esortazione è rivolta a Guglielmo Epifani che ha annunciato chiaramente di voler cambiare registro.
Fuori sono molti i mugugni della sinistra della maggioranza. Lo stesso Fabio Mussi, in risposta alla mano tesa da Walter Veltroni, gli ha chiesto esplicitamente di presentare emendamenti al provvedimento del governo sul Welfare e sostiene di non aver mai sentito al consiglio dei ministri che si trattava di «un protocollo inemendabile».
«In quale consiglio dei ministri si è discusso dei capitoli su competitività e mercato del lavoro?», si chiede il ministro della Ricerca. Quanto al suo collega di Sinistra Democratica Cesare Salvi, «la nostra posizione sul Welfare non è stata compresa dal segretario Ds Piero Fassino. Eppure la nostra posizione è semplice e non cela riflessi istintivi di conservazione». Continua: «La proposta del ministro Damiano, al contrario, istituzionalizza il precariato ed è quindi una proposta contro i giovani». Salvi annuncia di aver già pronti gli emendamenti. Il responsabile nazionale del lavoro Ds Pietro Gasperoni invece spezza una lancia in favore di Damiano chiedendo che si dia un giudizio complessivo su un accordo «che è un passo avanti per i pensionati».

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