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PESCARA. Il comando provinciale della guardia di finanza ha detto sì alla rimodulazione del progetto originario della nuova sede nell'ex scuola di via Saffi. Non c'è ancora l'ufficialità, ma sembra ormai certo che la caserma sorgerà sulla strada parco, accanto a Palazzo Mezzopreti, nonostante il serrato dibattito in consiglio comunale che aveva infiammato la seduta del 12 aprile scorso. Quel che sorgerà lungo il tracciato della filovia, sarà qualcosa di molto lontano dai 22.669 metri cubi di volumetria (poi ridotti a 19.595) che avrebbero dovuto invadere, secondo le prime intenzioni, l'area compresa tra via Saffi e l'ex tracciato ferroviario, con il recupero dell'ex Conservatorio da destinare agli alloggi, alla caserma e agli uffici della Guardia di finanza. Ora le Fiamme gialle dovranno stringersi un po'. Anzi, un bel po'. Sulla cubatura esistente della vecchia scuola (circa 15.000 metri cubi), è stato concesso al nuovo progetto solo un "premio" di cubatura del 10%. Dunque, la struttura potrà avere una volumetria massima di 16.500 metri cubi. Cosa cambia. I conti li faceva ieri l'assessore ai lavori pubblici Armando Mancini: «Siamo anche noi in attesa di una lettera ufficiale, ma se la Guardia di finanza dovesse accettare la proposta scaturita dal consiglio comunale, come sembra, il nuovo progetto perderebbe altri 3.000 metri cubi di volumetria. Inoltre, la struttura riservata agli alloggi dovrà arretrare di 5 metri rispetto al piano di linea degli attuali edifici. Calcolando che ogni piano della struttura occupa circa 1.000 metri quadri, la palazzina della Guardia di finanza riservata agli alloggi potrebbe passare da sei a tre piani di altezza». Un altro problema che si pone resta quello dell'attraversamento di un tratto della strada parco (dall'ingresso da via Muzii) per consentire l'accesso dei mezzi delle Fiamme gialle. Mancini minimizza: «Stiamo parlando di appena 60 metri di strada, 60 metri su 2.850, quanti ne misura la strada parco nel tratto di Pescara. Mi sembra che sia un sacrificio sopportabile. Insomma, non è poi la fine del mondo». Salta dunque l'opzione della delocalizzazione della nuova caserma nell'area degli ex serbatoi Di Propezio, come aveva proposto Rifondazione. Mentre per Pescara Futura sarebbe stato sufficiente ampliare l'attuale struttura dell'ex Caserma Di Cocco, ferma restando la cessione di gran parte dell'attuale parco al Comune. Sempre l'assessore Mancini ricordava ieri che la delocalizzazione della caserma nell'area Di Properzio, oggi soggetta alla Stu (società di trasformazione urbana) avrebbe fatto correre «un grosso rischio», visto che sul contenzioso tra l'imprenditore di idrocarburi e il Comune c'è stato solo il pronunciamento del Tar ma si attende ancora quello del Consiglio di Stato. L'area, come è noto, è tra l'altro destinata dal piano regolatore a servizi e attrezzature turistiche. Una zona strategica, a ridosso del porto turistico e delle banchine commerciali, in cui si gioca il futuro della città. La zona degli ex serbatoi di via Doria è tra l'altro già destinata ad ospitare un albergo a 5 stelle. |