|
(ANSA) - BRUXELLES - Solo il 18% degli italiani usa i mezzi pubblici, ma per evitare ingorghi e inquinamento crescenti la maggioranza sarebbe disposta a lasciare l'auto e a pagare anche un po' di piu' per avere trasporti collettivi piu' efficienti. E' quanto emerge da un'indagine Eurobarometro sulle modalita' di trasporto in Europa. Gli italiani sono un vero popolo al volante: solo il 6% ha dichiarato di non disporre di una macchina, di propria proprieta' o in famiglia (la media europea e' del 19%). Il 55% si sposta quasi esclusivamente in auto, un altro 5% in motorino o motocicletta. Questo fa si' che, sottratto quel 18% di utenti del servizio pubblico, resta solo una fetta del 20% che si muove in bicicletta o a piedi, perlopiu' donne e giovani. I dati raccolti in Italia restano comunque in scia con quelli degli altri paesi europei coinvolti nel sondaggio commissionato dalla Commissione Ue. Solo il 21% degli europei ha infatti dichiarato di muoversi preferibilmente con i mezzi pubblici, mentre un rotondo 51% ha eletto l'automobile a mezzo di trasporto privilegiato. Il 78% degli intervistati ha affermato di avere piena coscienza dell'impatto ambientale dovuto ad un utilizzo cosi' diffuso delle automobili in circolazione. Di fronte all'alternativa proposta nel sondaggio, quella di un trasporto pubblico piu' funzionante, il 78% degli europei ha risposto dicendosi disponibile a lasciare le quattro ruote. A patto, pero', che gli orari dei servizi siano ampliati e rispettati, che vengano migliorati i collegamenti e che venga garantita la sicurezza a bordo dei mezzi. Il 22%, invece, ha dichiarato che in nessun caso rinuncera' a spostarsi con la propria macchina. Gli ungheresi tra i piu' irriducibili (44%), sorprendentemente transigenti gli italiani (16%). Il 35% dei cittadini dell'Ue e' convinto che la soluzione migliore per ridurre il rilascio di anidride carbonica dai tubi di scappamento consista nel vietare la vendita di veicoli molto inquinanti. Il 40% degli italiani sostiene questa misura. Il 27% (appena al di sotto della media europea, al 30%) e' invece piu' favorevole alla promozione, tramite agevolazioni fiscali, di autovetture a consumo ridotto. Solo il 14%, infine, coloro introdurrebbero delle restrizioni nell'uso dell'automobile. Per quanto riguarda la promozione dei biocarburanti, il 35% delle opinioni raccolte in Italia propende per obbligare le case costruttrici a produrre automobili che non usino i carburanti fossili tradizionali. In Europa, invece, sono piu' orientati verso strumenti di agevolazione fiscale che rendano i biocombustibili piu' economici (36% degli europei, solo il 31% degli italiani). Scarsi consensi un po' ovunque, infine, per l'idea di aumentare le tasse sui veicoli piu' inquinanti (solo l'8% degli italiani e' favorevole). E' pero' il traffico la vera spina nel fianco degli italiani, tra i piu' suscettibili sul tema: solo il 4% degli intervistati (al 6% la media europea) ha dichiarato di non ritenere necessario un intervento strutturale. E se il 68% si e' dichiarato contrario alla prospettiva di pedaggi stradali per i danni arrecati alla circolazione e all'ambiente, il 66% degli italiani si e' inaspettatamente detto pronto a sostenere spese maggiori - ma non oltre il 10% dei costi attuali - per disporre di un sistema di trasporti meno inquinanti. |