Data: 28/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Welfare, sul precariato la sinistra scalpita. Prodi disposto a modifiche in Parlamento. E il braccio di ferro continua

ROMA. Il prossimo consiglio dei ministri esaminerà il protocollo sul welfare, emendabile dal Parlamento come tutti i provvedimenti governativi. La sinistra, nella persona dei ministri Alessandro Bianchi, Paolo Ferrero, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio ha avuto un incontro e una colazione con il premier Prodi, il ministro Damiano e il sottosegretario Enrico Letta. Ma la sua posizione critica resta in piedi.
Obiettivo discutere quanto si sarebbero potute cambiare le iniziative sul welfare. Alla fine dell'incontro, tutti soddisfatti ma il problema resta: sinistra e Cgil insistono nel braccio di ferro sul protocollo che riguarda il lavoro. Il ministro dell'Università Fabio Mussi ha precisato: «I pericoli per la stabilità del governo vengono dal Pd, non certo dalla cosiddetta sinistra». Ma la pressione e la tensione sul welfare restano.
Dopo la lettera di Prodi di due giorni fa in risposta a quella mandata dal segretario generale della Cgil Epifani, nella quale si ricordava che questo governo molto aveva fatto per i lavoratori, il pranzo di ieri ha sancito la possibilità di continuare il dialogo. Perché la sinistra non molla. Il nocciolo della questione era quello che aveva messo in evidenza la Cgil: il lavoro precario viene confermato, perchè dopo 36 mesi basta andare nell'ufficio del lavoro con un sindacalista per rinnovare il contratto. «Nell'incontro - ha specificato Pecoraro Scanio - abbiamo chiesto che ci sia maggiore attenzione al settore del precariato».
I quattro ministri hanno insistito che la legge Biagi nell'essenza della sua legittimazione del precariato ad oltranza non è stata smentita.
Prodi non ha detto «no» ad emendamenti parlamentari. Mussi ha apprezzato l'apertura al dialogo del presidente del Consiglio e specifica: «Quella che viene rappresentata come sinistra è una parte importante della coalizione che sostiene il governo che, ovviamente, deve poter dire la sua sulle decisioni che di volta in volta verranno assunte». Anche Prodi si dice tranquillo. «L'incontro? Bene, bene» risponde ai giornalisti il premier e il ministro del Welfare Cesare Damiano aggiunge: «Molto utile e non ci sono problemi specifici».
Però i dissensi ci sono. Lo chiarisce il ministro Ferrero, a proposito dell'invito contenuto nella lettera di Prodi a firmare per intero il protocollo. «Il punto politico - ha detto il ministro - è che c'è il dissenso della Cgil su una parte dell'accordo. In autunno si dovrà arrivare ad un'intesa in Parlamento. E se Prodi vuole durare deve ascoltare anche noi».
I sindacati sono divisi sull'operato del governo. Per la Cisl «tutto è a posto ed è molto appropriato». Per la Cgil la lettera di Prodi è da considerarsi «insoddisfacente», ammette anche lo stesso Epifani, perchè si sostiene che il protocollo sul welfare «va firmato per intero». Secondo il leader Cgil, la lettera del premier «non risponde a molte delle questioni poste, a partire dalla riforma del mercato del lavoro. Proprio su questo punto quindi le distanze tra le confederazioni restano ampie.

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