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Via libera da Luciani «Ha lavorato bene» D'Ambrosio: correrà anche alle regionali PESCARA. Il centrosinistra rivuole D'Alfonso sindaco. Mancano dieci mesi alle prossime elezioni comunali, ma gli esponenti della maggioranza sembrano avere già le idee chiare su chi candidare, ovviamente con le primarie. Da Ds, Margherita e Udeur sono già arrivati dei sì, più cauti sono invece Sinistra democratica e Rifondazione. Dopo lo «standing ovation» per il primo cittadino alla convention del nuovo Partito democratico lo scenario sembra già delineato. Alcune sere fa, al teatro Massimo, c'è stato un applauso scrosciante quando il capogruppo regionale dei Ds, Donato Di Matteo, ha lanciato la candidatura di Luciano D'Alfonso di nuovo a sindaco. E ora su questo fatto il centrosinistra sta meditando. In ballo non c'è solo la corsa alle elezioni di Pescara il prossimo anno, ma anche la scelta del leader che dovrà guidare il nuovo Partito democratico abruzzese. In proposito, fonti bene informate, parlano di un incontro riservato a L'Aquila, già programmato per giovedì prossimo, tra Franco Marini e Giovanni Lolli, per decidere chi candidare alle primarie per il Partito democratico (Pd). Per D'Alfonso si prospetta un doppio incarico come per Walter Veltroni, sindaco di Roma e probabile futuro leader nazionale del Partito democratico? Chissà. Sta di fatto che il centrosinistra si rende conto che, con D'Alfonso, la vittoria a Pescara sarebbe quasi certa. L'inaugurazione dell'Aurum, l'apertura di 21 nuovi parchi cittadini, compreso quello dell'ex caserma Di Cocco, la riqualificazione di diverse zone della città, tanto per citare alcune opere realizzate, hanno fatto salire i suoi consensi alle stelle. «Sì, vedrei bene la sua ricandidatura a sindaco» dice Massimo Luciani, assessore ed esponente di spicco dei Ds «ovviamente la scelta deve avvenire con le primarie, ma gli applausi a D'Alfonso durante la convention sono il segno evidente dell'apprezzamento dei cittadini per il lavoro svolto in questi anni». Sull'eventuale doppio incarico di sindaco e leader regionale del Partito democratico, Luciani è prudente: «Mi sembra prematuro parlare di leader del Pd, ma non escludo niente». Anche dalla Margherita arriva una sorta di via libera, in vista della campagna elettorale per le Comunali che comincerà dopo l'estate. «D'Alfonso ha fatto bene come amministratore» afferma il segretario provinciale Attilio Di Camillo «non abbiamo ancora parlato nel partito di una sua eventuale ricandidatura, ma a scegliere dovranno essere i cittadini con le primarie e sono convinto che si pronunceranno in favore del sindaco uscente». Nei giorni scorsi anche il deputato della Margherita, Giorgio D'Ambrosio, si era detto favorevole a un D'Alfonso-bis: «Si deve ricandidare a sindaco e poi, nel 2010, anche alla presidenza della Regione. Faremo una legge ad hoc per eliminare l'incompatibilità per i primi cittadini che intendono correre alle regionali». Un sì è giunto anche dal consigliere provinciale della Margherita, Aurelio Giammorretti: «Un D'Alfonso-bis sarebbe utile alla città, perché Luciano è un buon sindaco. Ma credo che la sua abilità possa essere utilizzata anche per altri incarichi». Giammorretti ha poi colto l'occasione per far presente qualche perplessità sul modo in cui si appresta a nascere il Partito democratico. Più caute le altre forze della coalizione. Gianni Melilla, presidente del consiglio comunale ha rivelato di essere personalmente favorevole alla ricandidatura del primo cittadino. «D'Alfonso è stato un ottimo sindaco e può continuare a farlo». Ma poi come esponente della neonata Sinistra democratica ha precisato: «Mi sembra prematuro parlare adesso di candidature, bisogna prima esaminare il programma e come sarà la coalizione. Chi sarà il sindaco di Pescara lo decideranno i cittadini». Dal deputato di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, c'è una sorta di via libera condizionato. «Se mi fosse stato chiesto sei mesi fa l'appoggio per ricandidare D'Alfonso avrei detto sicuramente no, perché i contrasti con lui erano molti» ha spiegato «ma adesso la situazione è cambiata, mi sembra che da parte del sindaco ci sia un atteggiamento a recuperare collegialità. La ricandidatura di D'Alfonso può anche essere positiva, ma ci sono alcuni punti importanti su cui ancora bisogna discutere, come la filovia, gli spazi culturali, gli espropri per il verde pubblico, il Piano spiaggia». «Ovviamente» continua il deputato di Rifondazione «prima di dare il nostro consenso faremo un'analisi di questo ultimo anno di governo. Non do nulla per scontato». Non dà nulla per scontato nemmeno il deputato dell'Italia dei valori, Carlo Costantini: «Il nostro sì a D'Alfonso dipende dai programmi e dalla coalizione che ci verranno proposti. Se dovessi riferirmi solo alla sua persona il giudizio sarebbe ottimo; è discutibile il modo in cui si sono raggiunti gli obiettivi». E' un sì convinto, infine, quello che giunge dal segretario provinciale dell'Udeur, Licio Di Biase. «Saremmo felici se D'Alfonso si ricandidasse» ha concluso «ha lavorato bene e ha raggiunto importanti risultati, come l'inaugurazione dell'Aurum. La sua sarebbe una candidatura forte e autorevole. Ma dovrà essere lui, innanzitutto, a decidere cosa fare». |