Data: 01/08/2007
Testata giornalistica: La Repubblica
Tfr, Damiano: "Siamo già al 35%. Un successo per i fondi contrattuali"

ROMA - L'obiettivo del 40 per cento di adesioni alla previdenza complementare al quale aveva più volte dichiarato di puntare il ministro del Lavoro Cesare Damiano non è stato ancora raggiunto, ma è molto vicino. Secondo i primi dati raccolti ed elaborati dal ministero, nei primi sei mesi del 2007 sono stati 727.000 i lavoratori dipendenti che hanno optato esplicitamente per i fondi pensione, ma entro la fine dell'anno, assicura Damiano, si dovrebbe superare quota due milioni di nuove iscrizioni, grazie al silenzio-assenso. In questo modo, conclude il ministro, si arriverebbe al 34-35 per cento: "Il 40 per cento di adesioni rispetto ai lavoratori dipendenti che ci eravamo dati come obiettivo è raggiungibile".

Damiano si è pertanto mostrato molto soddisfatto dall'accoglienza che i lavoratori hanno riservato alla riforma: "Un successo le adesioni alla previdenza complementare, in particolare per quanto riguarda i fondi contrattuali che superano i 2 milioni di aderenti. Abbiamo coronato un sogno arrivando ad una legislazione universale in materia di previdenza".

Secondo il presidente della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) Luigi Scimia si potrebbe anche arrivare oltre, al 50 per cento: "Entro due, tre anni - assicura - dovremmo raggiungere il 50 per cento della adesioni ai fondi pensioni", obiettivo che "ci metterà al livello dei grandi paesi europei: la Gran Bretagna ha il 59 per cento e la Germania il 56 per cento". Tuttavia i dati sulle adesioni tacite, cioè sui lavoratori che non hanno effettuato alcuna scelta e che pertanto hanno implicitamente aderito al fondo di pensione di categoria o, in mancanza di questo, a quello costituito presso l'Inps, arriveranno a settembre.

Lavoratori pienamente informati. Damiano ha tenuto a sottolineare come le scelte, esplicite o implicite, dei lavoratori, siano state pienamente consapevoli. Da una recente indagine della Doxa risulta infatti che "il 96 per cento dei lavoratori dipendenti delle aziende private erano a conoscenza della riforma del Tfr" e il 91 per cento dei datori di lavoro ha informato i dipendenti sulla scelta da compiere.

Adesioni all'80% per i chimici. Nonostante ciò, le adesioni alla previdenza complementare non si sono distribuite in modo uniforme in tutti i settori. I fondi pensione negoziali dei chimici, dell'Enel, degli addetti all'energia hanno raggiunto tassi di adesione pari all'80 per cento. Si collocano oltre il 40 per cento i fondi pensione dei metalmeccanici, delle telecomunicazioni, della gomma plastica, delle Poste e degli autoferrotranvieri.

Poche adesioni nelle piccole imprese. Nei settori nei quali invece prevale la presenza di piccole e piccolissime imprese, in particolare nel commercio e nell'artigianato, l'adesione è inferiore al 5 per cento, a fronte di un numero davvero elevato di potenziali aderenti, superiore ai cinque milioni di lavoratori (in Italia i lavoratori dipendenti ammontano a poco più di 12 milioni). "Se non c'è uno sforzo di queste aziende - ha sottolineato Damiano - c'è un bacino di lavoratori che rischia di essere escluso dalla previdenza integrativa e questo è un problema da guardare con attenzione".

Gli iscritti, i numeri. Al 30 giugno risultavano iscritti ai fondi pensione negoziali 2.017.611 lavoratori dipendenti, corrispondenti al 23,6 per cento dei potenziali aderenti (12,2 milioni). Considerato che al 31 dicembre 2006 le adesioni erano ancora 1.645.546, i nuovi iscritti sono risultati appunto circa 727.000. E, come detto, il ministero conta di arrivare al 34-35 per cento grazie ai lavoratori aderenti con il silenzio-assenso.

Gli statali. Al momento, fatta eccezione per i dipendenti della scuola, gli statali sono stati esclusi dall'applicazione della riforma. "La normativa è in dirittura d'arrivo per i lavoratori delle autonomie locali e della sanità - spiega il consulente del ministero del Lavoro sul Tfr Giovanni Pollastrini - dovrebbe entrare in vigore alla fine dell'estate. Mentre per i ministeri, il parastato e la ricerca è ancora in via di definizione".

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