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Vecchio biglietto addio. Da ieri il prezzo per girare 90 minuti sui mezzi pubblici cittadini è aumentato di dieci centesimi, passando alla cifra tonda di un euro. Caduta dalle nuvole la gente interpallata: nessuno lo sapeva. Chi l'ha scoperto l'ha fatto sul proprio portafogli, lasciando al rivenditore l'intera moneta da un euro. Insomma i pescaresi non hanno gradito la novità di agosto. E giù un mare di proteste. Solita attesa alle pensiline, in tarda mattinata sono soprattutto ragazzine e signore gli habituè dei viaggi in autobus: «Aumenta tutto - ha esordito la signora Di Berardino - è sempre la solita solfa. Poi si arriverà a 1,50 e così via e alla gente nessuno pensa». «Noi ce ne siamo accorti stamattina in tabaccheria - si è intromessa una coppietta di giovanissimi - ma un biglietto già l'avevamo e così ne abbiamo comprato solo uno». Poco più in là, di fronte alla fermata della stazione è un gruppetto di ragazze di San Salvo a incalzare: «Con tutti questi aumenti si riducono anche le nostre possibilità di impiegare i soldi per altri svaghi, dieci centesimi qua dieci centesimi là». «Prendo tre, quattro autobus al giorno - si è lamentata Francesca, diciottenne di Giulianova a Pescara per incontrare le sue amiche - sono altri soldi che se ne vanno, e i servizi rimangono invariati». Alla parola servizi la signora Concetta, sporte in mano, non resiste: «Intanto i disagi rimangono, stesse corse, stessi orari, stesse calche, mica dicono abbiamo migliorato il servizio e quindi aumentiamo anche il prezzo, è sempre la povera gente a rimetterci. E incitano pure a prendere i mezzi pubblici. E da settembre, quando ricominceranno anche le scuole, si tornerà a viaggiare come le sardine, perché non prevedono delle corse extra nelle ore di punta?». In prendisole giallo la signora Letizia: «Non sapevo niente di questo aumento, sono tanti dieci centesimi, già protestavo quando il prezzo è passato dai 70 ai 90, figuriamoci ora, ma tanto ci possiamo solo adeguare. Però non va proprio bene». Seduta sulla panchina poco distante dalla Banca d'Italia è la pensionata Fernanda, cappellino e mise estiva, ad aggiungere: «Ho l'abbonamento, speriamo che quello almeno non lo ritocchino». Insomma alla "stangatina" i pescaresi dicono decisamente no. E comunque cosa fare con i vecchi biglietti? Tolleranza è la parola d'ordine della Gtm: «Per uno, due mesi si può viaggiare anche col vecchio titolo, è stato comunque pagato». Stesso discorso per i rivenditori, potranno dar fondo alle scorte. All'azienda il rialzo non sembra caro, in particolare se si entra nel vivo dei costi: «I prezzi non sono stati ritoccati dal 2004 e comunque in novanta minuti si ha la possibilità di prendere quattro mezzi». Invariato l'altro titolo di viaggio, il giornaliero, fermo a 2,50 euro. E per far digerire la stangatina ecco sul mercato il carnet: undici biglietti al prezzo di dieci. |