Data: 03/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Treno in tilt, 50 minuti di ritardo. Scoppia la protesta dei pendolari: intervengano le istituzioni. «Bagni inagibili e vagoni bollenti»

SULMONA. Altra giornata nera per i pendolari della Roma-Pescara. Ieri, il treno regionale 2372, che parte da Roma è arrivato alla stazione di Sulmona con oltre 50 minuti di ritardo. Un disagio, tra mille altri problemi, che ha fatto divampare la protesta dei passeggeri. Le prime avvisaglie dell'ennesima odissea vissuta dai pendolari della Marsica e della Valle Peligna hanno preso corpo alla stazione di Avezzano quando il convoglio, atteso per le 9,36, è arrivato con un quarto d'ora di ritardo «per motivi tecnici».
«Niente di eccezionale» commenta con l'amaro in bocca un passeggero «in genere durante il percorso verso Pescara il treno recupera qualche minuto. Questa volta, invece, il ritardo sulla tabella di marcia è aumentato progressivamente». «In realtà il locomotore» aggiunge un altro pendolare «ha affilato una serie di fermate non previste. Alcune delle quali persino in galleria. Risultato finale: l'accumulo di oltre 50 minuti di ritardo». Facile immaginare i risvolti negativi per i passeggeri. Chi doveva fermarsi a Sulmona, per motivi di lavoro, ha perso anche la coincidenza con il pullman che collega la stazione al centro cittadino, distante circa tre chilometri. Per altri passeggeri sono saltate le coincidenze con i treni che portano a Castel di Sangro e altre località montane. «È sempre la stessa storia», protesta in coro un gruppo di persone mentre scende alla stazione di Sulmona, «Trenitalia si è scusata per il ritardo dando la colpa all'intenso traffico su rotaia. Una ulteriore presa in giro per noi pendolari. Niente scuse, invece, per i bagni inagibili, maleodoranti e le temperature infernali nei vagoni causate dall'assenza di aria condizionata. Una vergogna», prosegue il gruppetto, «che le istituzioni dovrebbero far cessare mantenendo fede agli impegni presi in campagna elettorale».

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